Premio Napoli

In una delle piazza più belle di Napoli, circoscritta dalla Basilica di San Francesco di Paola, dal Palazzo Reale, dal Palazzo della Prefettura e dal Palazzo Salerno. È qui che si trova la sede della Fondazione Premio Napoli. Basta fare un passo all’interno del grande portone del Palazzo Reale e girare a sinistra: basta questo per sentirsi in una dimensione diversa, fuori da modernità e dalla difficoltà di questa meravigliosa città del sud.

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La Fondazione è un ente morale costituito nel 1961 con lo scopo di “incoraggiare la produzione culturale italiana e, soprattutto, di favorire la lettura e il dibattito culturale e civile nella città, nella provincia e nell’intera area regionale, disponendole e incoraggiandole, con adeguati strumenti organizzativi, al dialogo con il resto del mondo e, in particolare, con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
La Fondazione promuove la ricerca nel campo della letteratura e, in generale, delle scienze umane e sociali e si adopera per la promozione dell’immagine internazionale della città di Napoli e dell’intero territorio Campano.”

Un obiettivo importante quello della Fondazione per una città che non ha niente da invidiare ad altre per storia, cultura e tradizioni, ma ha la sfortuna di non essere capita davvero, amata e curata. Ma nel nostro piccolo qualcosa possiamo farla, e la Fondazione si occupa proprio di continuare a far vivere questa ricchezza.

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Un’altra importante attività di questo ente è il Premio Napoli, un “riconoscimento per la cultura e la lingua italiana assegnato dal 1954 a Napoli con cadenza annuale”. Un Premio che possiamo definire indipendente da logiche e grandi gruppi, perché è la fondazione ad acquistare i libri che la giuria tecnica selezionerà, senza alcuna interferenza delle case editrici. Una attività da scoprire e far crescere.

Quest’anno i libri finalisti nelle tre categorie sono:

Narrativa

L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio, Einaudi
Parigi è un desiderio di Andrea Inglese, Ponte alle grazie
L’altra madre di Andrej Longo, Adelphi

Saggistica

Lettori Selvaggi di Giuseppe Montesano, Giunti
L’umorismo letterario di Giancarlo Alfano, Carocci Editore
La borsa di Miss Flite di Bruno Cavallone, Adelphi

Poesia

La natura del bastardo di Davide Rondoni, Mondadori
Il prato bianco di Francesco Scarabicchi, Einaudi
La grande mappa di Giuliano Tabacco, Transeuropa

La proclamazione dei vincitori avverrà il 19 dicembre 2017 alle ore 19 presso il Teatro Mercadante di Napoli. Arriveranno delle recensioni qui sul blog.

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Consigli di lettura/Speciale Natale

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4 LIBRI + 1 (Maria Di Biase – www.scratchbook.net)

Non state a credere a quel che vi dicono: regalare libri è difficilissimo. Quello che sentiamo durante la lettura, che ci porta a scegliere i nostri preferiti, è un riflesso di un’esperienza che però è soltanto nostra. E poi sbagliare un libro è la cosa peggiore che voi possiate fare perché potreste cadere nella trappola del: «Allora tu non mi conosci abbastanza» e pochi sono riusciti a uscirne. Quindi, il mio consiglio è: se avete dei dubbi sui gusti del vostro destinatario orientatevi altrove. Però è anche vero che regalare (e ricevere) libri può essere un momento di condivisione molto speciale e allora servono parecchi consigli. Viviana mi ha chiesto di scegliere cinque titoli, tra vecchie e nuove glorie, e io ho cercato qualcosa che fosse interessante ma soprattutto importante, che accompagni il vostro lettore un po’ più in là dell’ultima pagina.

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Più libri… più liberi?

Anche quest’anno la fiera della piccola e media editoria di Roma mi ha vista partecipante, più attiva dei due anni precedenti.

Conosciamo tutti, almeno noi che bazzichiamo l’ambiente, di cosa si tratti: tante case editrici che espongono i loro libri, tanti incontri a ogni ora. Nonostante la calca e il caldo, soprattutto nelle sale delle presentazioni, ritorno contenta e abbastanza soddisfatta da questi due giorni pieni.

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«Quel libro fu una rivelazione» mi disse Clara. «Per me la lettura era sempre stata un obbligo, una specie di obolo da versare a maestri e tutori. Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell’anima, di abbandonarsi all’immaginazione, alla bellezza e al mistero dell’invenzione letteraria. Tutte queste scoperte le devo a quel romanzo. Hai mai baciato una ragazza, Daniel?»
Mi mancò il respiro.
«Be’, sei ancora molto giovane. Ma si prova la stessa sensazione, il brivido della prima volta è indimenticabile. Viviamo in un mondo di ombre, Daniel, la fantasia è un bene raro. Quel libro mi ha insegnato che la lettura può farmi vivere con maggiore intensità, che può restituirmi la vista. Ecco perché un romanzo considerato insignificante dai più ha cambiato la mia vita.»

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