Fanatismo e isolamento/Sacred Heart

Chi non ha mai immaginato una vita senza adulti, libera da regole e indipendente?

Liz Suburbia costruisce la sua storia ad Alexandria, una immaginaria periferia americana costituita solo da giovani. Anche se la storia si concentra soprattutto sul personaggio di Ben Schiller, una giovane ragazza ebrea più chiusa in se stessa degli altri, più matura e con un velo di malinconia sempre presente, la storia ha diversi personaggi che servono a dare l’idea di come si svolge la vita nella comunità.

Sacred Heart ha, nell’illustrazione, un forte richiamo al degrado in cui è lasciato il luogo, senza rispetto, mentre il titolo indica uno dei temi principali della graphic novel.

Indubbiamente la storia mette in scena i turbamenti e le difficoltà incontrate dai ragazzi durante la crescita, i dubbi circa la sessualità e se stessi. Qui vengono certamente acutizzate da una sensazione di estremo smarrimento che alcuni personaggi hanno, una mancanza di sicurezza nella propria persona e nel futuro. Sono stati abbandonati, non si conosce il motivo, e le speranze di rivedere i genitori e avere una guida vanno via via scemando.  Tra serate rock, fumo e giornate allo sbando, i personaggi sembra quasi non riescano ad affrontare la realtà delle cose, lasciando che le cose vadano da sole.

Ben Schiller è sicuramente il personaggio che, più di tutti, dimostra di avere ben presente la situazione: il pericolo incombente aleggia sopra le loro teste, gli omicidi misteriosi sono per lei quasi un segno di qualcosa di più grande. Per tutti gli altri ogni morte viene pianta e poi superata con un sorriso, un’altra bevuta e un concerto rock. Non esiste più empatia o compassione, la comunità sembra esser chiusa in una bolla e avere perso ogni interesse e desiderio. Anche l’amore appare confuso, più vicino al semplice piacere fisico, al sesso, che a un sentimento di vera vicinanza. Anche questa volta è Ben, insieme all’amico Otto, a dare un significato a questo sentimento. Anche Hugo sarà poi un personaggio con una sua umanità, che dichiarerà chiaramente il suo desiderio di andare via e la sua personale etica su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato fare.

La religione è uno dei temi più presenti a partire dal titolo. Si scoprirà che si tratta, in realtà, di una comunità religiosa: “Una comunità è un insieme di individui che condividono lo stesso ambiente fisico e tecnologico, formando un gruppo riconoscibile, unito da vincoli organizzativi, linguistici, religiosi, economici e da interessi comuni.” Liz Suburbia mette chiaramente in luce il fanatismo religioso: il finale di quello che è stato annunciato come il primo volume è, difatti, emblematico di un estremismo oggi troppo comune.

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Tutta la verità sulla vita/Misdirection

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Lucia Biagi, classe 1980, pubblica con Eris Edizioni il suo terzo lavoro, Misdirection.

Il titolo rimanda agli illusionisti e alla loro capacità di distogliere l’attenzione del pubblico dal centro focale del numero. Lucia Biagi inserisce nella narrazione una piccola sfumatura di giallo, ma che in realtà vuole mostrare ben altro.

Protagonista della graphic novel è Federica, 13enne in piena formazione, che è in vacanza dai nonni in un luogo che poco offre ai giovani. Insieme a lei conosciamo Noemi, una giovane di qualche anno più grande, e altri ragazzi. La trama è, in realtà, molto semplice: in un giorno qualsiasi Noemi, dopo una serata in discoteca, sparisce. Federica, preoccupata, la cercherà tutto il giorno scontrandosi, però, con una dura verità.Misdirection_2.jpg

Diverse sono le tematiche affrontate dall’autrice, tipiche delle nuove generazioni, alcune più approfondite altre meno. Il tema del bullismo viene illustrato in poche tavole e non mostra la reale portata di comportamenti simili. Il vero centro, l’interesse su cui deve essere rivolta la nostra attenzione è l’uso che i giovani, anche i meno giovani, fanno del cellulare e dei social network legato alla sessualità.

Il cellulare, da anni visto come il male assoluto, viene utilizzato da Federica come diario personale in cui registrare gli avvenimenti e gli stati d’animo della sua giovane età, ma che le mostrerà come sia facile farne un uso sbagliato e pericoloso. Troverà, infatti, una foto della sua amica Noemi, nuda, nel cellulare da lei dimenticato prima di sparire. È esattamente questo il punto, il centro di tutta la narrazione: il modo in cui la donna, ancora oggi, viene vista. Una vera e propria mercificazione del corpo per avere in cambio qualcosa, che sia una borsa, un lavoro, dei soldi o semplicemente per uscire da una vita che ti sta stretta. Questo Federica non lo immaginava, ma sarà costretta a capire, tutto in una volta, quante sorprese la vita riservi e come la gente sia brava a giudicare, con una superficialità disarmante.

Interessante l’utilizzo di soli due colori che rendono tutta la narrazione quasi sospesa, meno riuscito, secondo me, il tentativo di denuncia: è chiara la presa di posizione dell’autrice nella questione ma, per me, non abbastanza forte e approfondita. Per dei ragazzi dell’età della protagonista può essere una lettura stimolante e da approfondire in un percorso più ampio e sempre supportato; per me, che ho un bagaglio di letture più impegnative, non ha mostrato pienamente la sua forza.

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