Il cuore del Molise/La strada da fare

Ogni mattina, quando iniziamo a camminare, prendiamo alcuni sassi dal tratturo.
Un po’ per muovere le cose, un po’ perché sappiamo che incontreremo delle persone che alleggeriranno i nostri passi.
Regalandole, questo peso si trasforma in un simbolo di gratitudine e noi ci alleggeriamo davvero.

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Da dove nasce l’esigenza di partire, di preparare uno zaino e andare, decisi, lontano dalla routine? Ho sempre creduto che fosse proprio il bisogno di “staccare la spina” a spingere ognuno di noi ad allontanarsi. Per Giulia e Clara la molla è l’amore, è la curiosità, è la libertà che non ha nulla a che vedere con la pesantezza della vita di tutti i giorni.

Io questo l’ho compreso soltanto dopo, ma è stata una certezza così forte da farmi vivere questa esperienza di viaggio un po’ anche mia. E da farmi completamente ricredere sul significato del binomio viaggio-cambiamento. Le mie esperienze in tal senso, soprattutto all’estero, mi hanno vista organizzatrice minuziosa delle giornate così da riuscire a tornare a casa con una conoscenza quanto più approfondita possibile del luogo. Ma è qui l’errore: la conoscenza di luoghi, tradizioni e cultura non passa, o non soltanto, dalla visita ai musei o dal provare un cibo tipico. La conoscenza vera viene dal contatto con le persone e con le loro storie, con chi quel luogo lo ha vissuto e ancora lo vive ogni giorno. Nel caso del Molise ogni pietra, ogni tratturo ormai non più visibile, ogni sguardo e colore ha qualcosa da aggiungere per la ricostruzione di quel “mondopaese”. Nel loro viaggio Giulia e Maria Clara mostrano questo desiderio di ascoltare gli altri, di comprendere perché una regione così bella e ricca venga da tutti ignorata lasciando la parola a chi ha ancora una fiducia, a chi torna appena può, a chi non ne ha ma decide di rimanere.

“Pozzanghera d’Italia, piccolo abbastanza da scavalcare o da attraversare veloce come passaggio per la gustosa Puglia, lo scegliamo soprattutto per questo, alla fine. Molise sia.”

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Foto delle autrici

Entrare in punta di piedi nelle vite degli altri, ma con il coraggio di parlare di un luogo non tuo, di appropriarti di una realtà a te estranea con la speranza di riuscire a farli amare ad altri quando gli stessi nativi non hanno avuto la fortuna di riuscirci: questo è ciò che il libro trasmette. Lo dicono bene lì in Molise: “la base dell’attrattiva qui è la carica umana, non la vedi col filmato”. Sono inutili i tentativi di fare pubblicità come si usa oggi, perché la vera forza di questa regione, al di là dei paesaggi, dei colori, della natura e della capacità di vivere ancora con i frutti del terreno non sono attraenti per il tipo di società di oggi. Possono esserlo i sorrisi, le parole, l’amore e la conoscenza per il proprio paese che forse, oggi, nessuno di noi può dire di provare per la propria città, il desiderio di rimanerci nonostante tutto, ma soprattutto l’ospitalità familiare, la generosità gratuita e il desiderio di condivisione senza paura a rendere un po’ magica la regione e i suoi abitanti.

Il Molise, passo dopo passo, si mostra in tutta la sua semplice bellezza che sa di antico: piccoli paesini che non hanno nulla delle grandi città trafficate. Borghi a cui arrivare dopo salite faticose, palazzi di una bellezza decadente, rovine, immensi prati e montagne “così familiari da aver perso il nome proprio, come si fa coi genitori”. Porte che si spalancano, pranzi e cene abbondanti, sguardi di incoraggiamento e parole di ringraziamento per due ragazze che hanno scelto di amare il proprio paese in tutte le sue parti, piccole o grandi, affollate o abbandonate, che si sono affidate alla strada, alla natura selvaggia e agli altri, ricevendo arricchimento e speranza, superando la paura che un viaggio con zaino e tenda può comportare.

Rimane un’ultima domanda: il Molise, quindi, esiste? Esiste, e ha un cuore enorme. Ma per scoprirlo bisogna scegliere di vedere e, forse, farlo con un’anima affine alla tua, come il “noi” di Clara e Giulia.

 


Risultati immagini per la strada da fare

 

Maria Clara Restivo
La strada da fare
Neo. Edizioni
ISBN 978-88-96176-52-8
Pagine 184
Euro 15.00

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