Partire da un diario per fare di più/Io Ci Sto fra i migranti

“Sole, sudore, sfruttamento, strade sterrate, salari indegni, schiene curve e silenzio: sapore di sugo.” Io Ci Sto è il nome di un campo di volontariato ma è anche il nome di una associazione e libreria fondata a Napoli, di cui faccio parte, iocisto tutto attaccato. Lo racconto perché c’è un legame tra le due realtà:Continua a leggere “Partire da un diario per fare di più/Io Ci Sto fra i migranti”

C’erano un inglese, un francese e una napoletana/Non conquistammo che sabbia

Il deserto è un oceano della terraferma e l’immagine dell’immensità. La possibilità, e la fortuna, di presentare libri di autori di cui eri ignara, spesso esordienti in case editrici piccoline e sconosciute, riserva delle sorprese: incontri interessanti, chiacchierate allegre e piccoli pezzi di scrittura brillante. “Non conquistammo che sabbia” è il primo romanzo di DomenicoContinua a leggere “C’erano un inglese, un francese e una napoletana/Non conquistammo che sabbia”

Fanatismo e isolamento/Sacred Heart

Chi non ha mai immaginato una vita senza adulti, libera da regole e indipendente? Liz Suburbia costruisce la sua storia ad Alexandria, una immaginaria periferia americana costituita solo da giovani. Anche se la storia si concentra soprattutto sul personaggio di Ben Schiller, una giovane ragazza ebrea più chiusa in se stessa degli altri, più maturaContinua a leggere “Fanatismo e isolamento/Sacred Heart”

Cambiamenti/Un anno di scuola

“Gli sembrava d’avere il cuore pieno di parole, eppure quando si trattava d’aprir la bocca non sapeva che cosa dirle.” Anche se l’anno 1909-1910 è così lontano da me, la fine della scuola ha la stessa capacità di stordimento in ogni epoca. Ma a Trieste, nel ginnasio comunale Dante Alighieri, a scombussolare gli animi saràContinua a leggere “Cambiamenti/Un anno di scuola”

Le verità nei versi/Plath e Hrabal

Le grandi idee del Novecento in piccoli libri che concentrano l’essenza del pensiero di persone che hanno immaginato altri mondi e prospettive diverse. “Sorbonne”, collana della casa editrice Clichy, è un omaggio all’Università di Parigi, simbolo di cambiamento e di idee. Con i suoi libriccini appare manifesta la volontà di non disperdere l’apporto che uominiContinua a leggere “Le verità nei versi/Plath e Hrabal”

Il coraggio di sparire/A proposito di Majorana

«Sparire. Non era la prima volta che mi sentivo prendere da un impulso del genere. Sparire per non dover più affrontare gli ordini del capo, le umiliazioni, dei colleghi e gli assurdi progetti matrimoniali imbastiti da Ana, la mia fidanzata. Sparire come segno di vittoria sugli impegni e i problemi, di liberazione, del dissolversi diContinua a leggere “Il coraggio di sparire/A proposito di Majorana”

Lettere da Endenich

Non ha mai dormito da solo, dice, da quattordici anni non può dormire senza compagnia, come un bambino, deve sempre avere qualcuno accanto. Le prime notizie di Robert Schumann lo tratteggiano come un bambino spaesato perché si ritrova in un posto nuovo e senza le persone che gli erano accanto. Si potrebbe pensare a unaContinua a leggere “Lettere da Endenich”

Ritrovare se stessi/A caccia nei sogni

Come fratelli cresciuti insieme, affrontarono la questione serissima dei genitori che si comportano in modo bizzarro e dei figli che cercano di reagire come meglio possono. Se in La fine dei vandalismi Tom Drury ha poggiato lo sguardo su una umanità tanto variegata, A caccia nei sogni ci permette di conoscere meglio le vite diContinua a leggere “Ritrovare se stessi/A caccia nei sogni”

Squarci di vite ordinarie/La fine dei vandalismi

Le dicerie possono durare a lungo a Grouse County oppure riproporsi ciclicamente, come le stagioni. Quando sento pronunciare la parola America la mia fantasia inizia a lavorare incessantemente. Non sono le grandi città ad attirarmi verso quel paese così tanto discusso, ma quei piccoli stati in cui, si dice, non ci sia nulla. L’Iowa faContinua a leggere “Squarci di vite ordinarie/La fine dei vandalismi”

Sappiamo accettare?/La madre di Eva

Sono qui Eva, sono accanto a te. Sono seduta nel corridoio freddo di fianco alla sala operatoria, dove tu sei sdraiata, nuda, per l’ultima volta donna, bambina, femmina. Non mi senti e non mi vedi ma sono qui. Non ti lascio. Ho promesso che ci sarei stata fino alla fine e sono qui. Ti hoContinua a leggere “Sappiamo accettare?/La madre di Eva”