La fine di un mondo/La memoria di Old Jack

«Quando aveva sei anni, la mente di Jack aveva già acquisito uno dei suoi atteggiamenti caratteristici, quello di voltare le spalle alla casa, alle perdite, ai fallimenti e alle limitazioni della sua storia per volgersi verso la terra, verso i boschi e i campi della vecchia fattoria, nei quali avvertiva già schiudersi in una sconfinata promessa di abbondanza.»

portwilliam_closeupSiamo nel 1952 a Port William, una cittadina immaginaria del Kentucky, osserviamo Jack in piedi sul portico, perso nei suoi pensieri.
Jack, Old Jack, è un uomo al termine della sua vita. Da sempre membro della comunità di Port William, agricoltore, uomo tutto d’un pezzo, generoso, dedito al lavoro e con il raro pregio di amare quello che possiede. È la persona che tiene legate tante vite diverse, il fulcro di famiglie che senza di lui sarebbero quasi estranee.

Da quando ha dovuto abbandonare i campi la sua mente, sgombra da pensieri su coltivazione e raccolto, ha iniziato il suo viaggio a ritroso. Verremo a conoscenza della morte del primo figlio di Jack, dei suoi fratelli uccisi in guerra, del disastroso e doloroso matrimonio con Ruth, della sua dedizione per i campi e dei fallimenti con la figlia Clara.

Reputo fondamentale il rapporto con la moglie Ruth e tutto ciò che questo ha comportato nella sua vita futura, compromettendo il rapporto con la figlia.

«Lui la conquistò con i suoi difetti, lei lo accettò come una sorta di “terreno di missione”, e il risultato fu il naufragio dell’esistenza di entrambi.»

Jack e Ruth si incontrano in chiesa, si riconoscono, si osservano. Si amano e si sposano, ma niente va come dovrebbe. Sono due anime così lontane: lui dedito al lavoro, amante della semplicità di quella vita che gli ha sempre regalato soddisfazioni perché conquistata con la sua fatica, cosciente dei suoi limiti e senza ambizioni; lei desiderosa di una vita agiata e mai soddisfatta di quel marito che ha sempre cercato di offrirle tutto il suo amore.

2cx6opjUna vita fatta di silenzi la loro, di distanza, spesso di sguardi ripugnanti da parte di lei. Rari sono stati i momenti di avvicinamento: il primo è avvenuto in seguito al tentativo di Jack di compiacere la moglie comprando altri terreni, lavorando al limite delle forze per poi essere costretto a venderli interrompendo quei miglioramenti nel rapporto. Il secondo, l’ultimo, alla morte di lei.

Questo rapporto si contrappone alla felicità di Hanna Coulter e del marito Nathan: lei è fiera del suo compagno, della sua vita tranquilla e della fatica che devono fare per guadagnarsela. Ed è un amore diverso anche da quello che Jack proverà per Rose, tradendo la moglie. Dopo anni di solitudine condivisi con Ruth, incontrerà una donna e condividerà con lei un sentimento forte, si sentirà rinato perché verrà apprezzato per l’uomo che è davvero. Ma si rivelerà in tutti i suoi limiti di rapporto ideale e non concreto.

Ho apprezzato questa analisi dei rapporti di coppia, che molto hanno in comune con quelli dei giorni nostri. Il desiderio di cambiare l’altro, di volerlo sempre diverso, più di quello che è e può dare anche se si tratta di un amore profondo. Interessante è anche la volontà di Berry di esaltare sì il lavoro dei campi, quello che noi non conosciamo e non possiamo apprezzare vivendo in un mondo completamente diverso, ma anche quello di far capire come sia stupido e dannoso cercare di avere di più, sempre di più. Quanto è importante oggi avere un certo prestigio, sempre più denaro, una reputazione, mostrarsi anche utilizzando un certo modo di vestire e di comportarsi ritengo sia dovuto proprio alla scomparsa di quel mondo frugale dei contadini. Nel libro c’è una critica forte a questo mondo dedito al progresso tecnologico. Ho visto nella scelta di far morire Old Jack in un periodo cruciale di cambiamenti fortemente voluto. Con Jack volge alla fine anche tutto un mondo e uno stile di vita che vedrà il fulcro nelle città. La figlia Clara, insieme al marito, sono un ottimo esempio di questo mondo che non ha niente a che fare con il nostro protagonista: la figlia andrà a vivere in città con un uomo interessato solo ai conti, realizzando quello che la madre desiderava, allontanandosi definitivamente da un padre che tanto si era sacrificato per la sua felicità e disprezzando quella vita così tanto rozza.

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«Nel pensiero di tutti, quella voce proviene dal silenzio. E nella calma capiscono qualcosa che è passato e ora ritorna: il suo testardo stare con loro sino alla fine, il suo continuare ad avere fiducia in chi sarebbe vissuto dopo di lui, e ciò che forse nessuno prima ha mai pensato di definire, la sua prolungata benevolenza nei confronti loro e del luogo in cui lavorano. Sanno che la sua memoria li unisce nella consapevolezza comune e nel comune senso di perdita. Uno così non capiterà tanto presto sulla Terra, e loro non dimenticheranno Jack.»

 

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