Blogtour “Kids With Guns”

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“Kids With Guns”, esordio di Julien Cittadino, giovane artista torinese in arte Capitan Artiglio, è una graphic novel in cui si mescolano elementi provenienti dalla società industrializzata e altri che richiamano la preistoria, il western e il misticismo, con un risultato interessante e funzionale alla narrazione.

Bravissimo disegnatore, attento ai particolari, ha saputo dare alle illustrazioni un tocco personale ma che richiama gli anni ’80 e ’90, ricco di citazioni che faranno gola agli appassionati di fumetti e di cartoni, o agli amanti della buona musica. I colori, poi, riempiono davvero la pagina, spesso mettendo in secondo piano la storia.

Due sono i punti che hanno attirato maggiormente la mia attenzione. Il primo è il titolo, che subito mi ha riportato alla mente la questione delle armi in America e di tutte le immagini che i media ci riportano, di bambini addestrarti a sparare. Non so quanto questo collegamento sia stato voluto dall’autore, ma i rimandi sono tanti così come la scelta di mettere al centro della vicenda del primo volume una bambina senza nome  e senza voce, di cui non si conosce l’identità né la provenienza, ma che presto si troverà a dover fare i conti con la durezza della vita. “Adottata” da uno dei tre fratelli Doolin, dei banditi, si ritroverà a essere ricercata per aver difeso il padre con un taglia che farebbe gola a chiunque, segno anche di come i media, e qui tante sarebbero le parole da spendere e un plauso all’autore va fatto, siano così potenti da alterare la realtà anche a scapito dei più indifesi. Così piccola ma già coraggiosa e bravissima a sparare, verrà addestrata per diventare il dito più veloce del west così da potersi difendere.

Un’eroina nuova quelli nata dalla fantasia di Capitan Artiglio, anonima per quanto riguarda il suo passato e il suo aspetto, ma che sin dall’inizio si farà amare e temere per la forza di volontà e la strenua difesa degli affetti. Efficacissimi in questo caso i tratti e le espressioni, in grado di parlare al lettore senza bisogno di alcuna parola.

“Kids with guns
Kids with guns
Taking over
They won’t belong
They’re mesmerized
Skeletons
Kids with guns
Kids with guns”

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KIDS WITH GUNS
Tre fratelli fuorilegge, su un pianeta dove umani e sauri convivono (mica tanto pacificamente). Ciascuno di loro ha ricevuto un teschio con poteri mistici. Uno di loro ha ricevuto anche… una bambina, che non parla e non ha nome, ma che ha imparato molto bene a sparare. Il west incontra la preistoria, la società dei media e grosso guaio a Thunderat City, nel libro di esordio dell’enigmatico e bravissimo disegnatore noto al mondo semplicemente come Capitan Artiglio, qui nella veste di autore completo.
CAPITAN ARTIGLIO, nome d’arte di Julien Cittadino, nasce a Torino il 18 gennaio del 1993.
Nel 2013 inizia a lavorare come grafico e illustratore per locandine di concerti e copertine di dischi, collaborazioni che lo portano a lavorare con artisti come Rancore & Dj Myke e Murubutu.
Disegna da sempre vignette e fumetti, ma solo nel gennaio del 2016 rende pubblico il suo lavoro adottando lo pseudonimo di “Capitan Artiglio” (omaggio al videogioco Claw), postando regolarmente sui social. Oltre a Kids with guns, attualmente sta lavorando ai testi della serie online Sappy (disegni di Oscar e colori di Albhey Longo) per l’etichetta digitale Wilder.

Kids With Guns” Book Blog Tour
5 tappe, dal 2 al 12 marzo 2018!

Un modo per conoscere meglio il nuovo libro di Capitan Artiglio, Kids With Guns, edito da BAO Publishing, attraverso una serie di recensioni e interviste che vi sveleranno, secondo diversi punti di vista, i lati più interessanti di questo graphic novel!
Il libro sarà presentato in anteprima alla fiera Cartoomics di Milano dal 9 all’11 marzo 2018 e sarà disponibile in libreria dal 15 marzo.

Per il giveaway, saranno estratti 3 vincitori o vincitrici tra i partecipanti.

Ognuno/a di loro vincerà:
– 1 copia di 
“Kids With Guns” con dedica disegnata dell’autore
– 1 poster esclusivo del libro

C’è tempo per partecipare al giveaway dal 2 al 12 marzo 2018, poi procederemo con l’estrazione dei tre vincitori.

Per partecipare e poter vincere bisogna:
– Mettere mi piace alla pagina Facebook BAO Publishing
– Diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti
– Commentare tutte le tappe del blog tour
– Compilare il form con i dati (per il giveaway)
– Condividere il Blog Tour sui social


“Kids With Guns”
Capitan Artiglio

Book Blog Tour
2-12 marzo 2018

2 marzo
Ever POP
www.everpopblog.blogspot.it
Recensione e annuncio giveaway

5 marzo
Il colore dei libri
www.ilcoloredeilibri.blogspot.it
L’ambientazione del libro

7 marzo
Ju Caffè
www.jucaffe.blogspot.it
5 motivi per leggerlo

9 marzo
Emozioni in font
www.emozioninfont.com
Recensione

12 marzo
Oh ma che ansia
www.ohmacheansia.blogspot.it
I personaggi femminili del libro

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Sei speciale, Maria/La figlia femmina

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«Allora Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del signore lo chiamò dal cielo e gli disse: “Abramo, Abramo! Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che temi Dio e non gli hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio”.
Maria è assorta in un pensiero. È l’unica figlia di suo padre. Se un giorno lui la legasse e la stendesse su un altare accanto a legna da ardere, lei non si stupirebbe. Pensa che lui lo farebbe fissandola con gli occhi neri e severi, attraverso le ciglia ramate. Lei gli accarezzerebbe un riccio della criniera arancione che ha sempre voglia e timore di toccare. Penserebbe che se lo fa papà è giusto.»

È condensato in questo passo il senso del romanzo di esordio di Anna Giurickovic Dato, siciliana d’origine e romana di adozione. 27 anni e con una certa sicurezza e spigliatezza nel parlare del suo libro, una passione per i suoi studi di legge e per i suoi interessi nei confronti della psicologia e psichiatria, specialmente applicata a casi di abusi, come quello che nel libro subisce Maria, la piccola Maria, la bambina speciale.

Cosa succede quando in famiglia ci sono casi di abusi sessuali? Se ne sente parlare qualche volta, ma il tema resta sempre un tabù ai giorni d’oggi, specialmente se il tutto avviene in famiglia. Maria, la protagonista del romanzo, a 5 anni scoprirà “quel calore che non conosce e non dovrebbe conoscere” per mano del padre. Ma non ha paura Maria, perché se lo fa il padre è giusto.

In un racconto ambientato tra Rabat e Roma, con continui passaggi da Maria bambina a signorina di 13 anni, si dipana la storia di una famiglia all’apparenza felice. Gli anni passano senza che nessuno comprenda appieno quello che in realtà accade, nonostante l’aggressività della bambina, alcuni comportamenti molto chiari del padre e le insinuazione della nonna e della scuola.

«Era lei che distruggeva l’idea di famiglia ideale che avevo. lei che mi ricordava ogni giorno di quanto fossi un fallimento. Lei, che con la sua furia voleva costringermi a vedere. Io non vedevo niente.»

La storia viene raccontata dagli occhi e dalla voce della madre, Silvia, in seguito alla scoperta della verità: finalmente ne prende coscienza. Ma chi è Silvia? Una madre che non riesce a capire, offuscata dall’amore per un marito così rispettato e autoritario, che l’ha sposata quando aveva solo 19 anni. Non vede perché ha paura di perdere tutto lei, perché gli uomini le scelgono giovani le donne, sono facilmente malleabili. Una madre che vede nella figlia prima un mostro, poi una rivale. Perché Maria, crescendo, pur lontana dal padre e dalla sua vecchia casa, non riceverà aiuto e istruzione vivendo con la convinzione che il rapporto con gli uomini possa essere possibile soltanto attraverso la sua sessualità. Ecco che Maria si trasformerà in una vera e propria seduttrice con Antonio, l’uomo con cui la madre intrattiene da tempo una nuova relazione e un sentimento, per mostrare a Silvia quanto gli uomini siano deboli e per farle capire che è giunto il momento di affrontare una volta per tutte il loro segreto.

Anna ha una scrittura secca, senza fronzoli, che descrive in poche righe sentimenti e situazioni. Ne ho un po’ risentito perché non ho trovato una particolare empatia con la storia e i suoi personaggi, ma il libro è un ottimo esordio anche per il punto di vista diverso che l’autrice usa per parlare di pedofilia. La descrizione degli abusi è, tranne che nel primo capitolo, sottintesa perché sono le conseguenze a riempire la scena, i rapporti tra le due donne a essere nucleo della narrazione. Riesce a insinuare molti dubbi nel lettore soprattutto per quanto riguarda la figura della nonna Adele, madre di lui, che forse sa ma non può rivelare e allora mette in guardia Silvia. L’autrice ha talento, conosce ciò di cui parla e con coraggio lo esprime, senza giudizi: mette il lettore davanti ai fatti. Possiamo incolpare Silvia per non aver voluto vedere? E Maria, la piccola lolita, la figlia ma femmina, con tutto il carico di sensualità che si porta dietro?

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Ringrazio Anna per la chiacchierata che ha ci ha regalato alla libreria iocisto di Napoli, ringrazio la Fazi e in particolare Cristina, ma soprattutto i partecipanti al BookClub che organizzo, perché mi seguono sempre con entusiasmo.