C’era una volta… #4

Regole:
– Prendete un libro o un ebook da voi posseduto
– Riportatene le prime 15-20 righe
– Indicate autore e titolo del libro scelto
– Scrivete un vostro parere in merito


Mi spiace dover trascurare il blog, mi ero ripromessa, appena aperto, di aggiornarlo costantemente e invece… Ma ho dei lavoretti, e questo è sicuramente un bene no? Giuro che non sto cercando scuse!
Passando all’incipit della settimana, ho scelto un classico questa volta. Ho iniziato a leggere i classici da qualche anno, non mi hanno mai attirato, ma ho avuto delle piacevoli sorprese. Il libro di oggi, però, non mi è piaciuto molto.

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Cime tempestose
Emily Brontë

1801
 Sono appena rientrato da una visita al mio padrone di casa, il solitario vicino che tanto mi darà da pensare. Gran bella regione questa! Non credo che in tutta l’Inghilterra avrei potuto stabilirmi in un luogo così alieno al trambusto della società. Un perfetto paradiso da misantropi: e il signor Heathcliff e io siamo proprio l’accoppiata giusta per spartircene la desolazione. Che tipo originale! Non poteva immaginare quanto mi si allargasse il cuore vedendo i suoi occhi neri ritrarsi sospettosi sotto le sopracciglia mentre mi avvicinavo a cavallo, e le sue dita rifugiarsi, con gelosa determinazione, ancor più a fondo nel panciotto all’udire il mio nome. 
 – Il signor Heathcliff? – ho domandato.
 Un cenno per tutta risposta.
 – Sono Lockwood, il suo nuovo affittuario, signore. Mi son fatto scrupolo di presentarmi appena possibile per manifestarle la speranza di non averla importunata insistendo nel richiederle la locazione di Thrushcross Grange: ho sentito ieri che aveva avuto qualche ripensamento…
 – Thrushcross Grange è roba mia, signore, – mi ha interrotto, inalberandosi. – Non permetterei a nessuno di importunarmi, se potessi evitarlo… Entri!
 Quell’ “Entri” borbottato a denti stretti esprimeva piuttosto un “Vada al diavolo!”.

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Cosa ne pensate di questo inizio? 

C’era una volta… #3

Regole:
– Prendete un libro o un ebook da voi posseduto
– Riportatene le prime 15-20 righe
– Indicate autore e titolo del libro scelto
– Scrivete un vostro parere in merito


È l’ora dell’incipit! Buon inizio settimana a tutti 🙂
Siamo al 7 luglio ed io, pur essendomi laureata poco più di un mese fa, non ho visto ancora il mare e sono piena di impegni e scadenze da rispettare. 
Il libro di questa settimana è un romanzo che per tanto tempo ho desiderato; quando mi è stato regalato l’ho accantonato per un po’, fino all’arrivo dell’estate, e purtroppo non mi ha conquistata.

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                                                      Sulla strada 
                                                    Jack Kerouac

Incontrai Dean per la prima volta dopo la separazione da mia moglie. Mi ero appena rimesso da una seria malattia della quale non vale la pena di parlare, se non perché aveva a che fare con quella separazione avvilente e penosa e con la sensazione di morte che si era impadronita di me. Con l’arrivo di Dean Moriarty cominciò quella parte della mia vita che si può chiamare la mia vita sulla strada. Prima di allora avevo spesso fantasticato di attraversare il Paese, ma erano sempre progetti vaghi, e non ero mai partito. Dean è il compagno perfetto per mettersi sulla strada, perché c’è addirittura nato, sulla strada, nel 1926, mentre i suoi genitori si trovavano a passare per Salt Lake City a bordo di una vecchia automobile sfiancata, diretti a Los Angeles. Le prime notizie su di lui le avevo avute da Chad King, che mi aveva mostrato certe sue lettere scritte da un riformatorio del New Mexico. Quelle lettere mi avevano fatto una forte impressione perché chiedevano a Chad King, con ingenuità e tenerezza, di insegnargli tutto quello che sapeva di Nietzsche e di tante altre meravigliose cose intellettuali. Non sapevo bene come, ma a un certo punto Carlo e io avevamo parlato di queste lettere e ci eravamo chiesti se avremmo mai conosciuto quello strano Dean Moriarty. Tutto questo succedeva tanto tempo fa, quando Dean non era com’è adesso, quando era un giovane carcerato avvolto nel mistero.

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La prima pagina di questo libro presenta un personaggio chiave di tutta la vicenda: Dean Moriarty. Una figura che sconvolge la vita di Sal, il nostro protagonista, ma toccherà a voi scoprire se positivamente o meno.
Chi lo ha letto? Cosa ne pensate?

Al prossimo lunedì! Ricordo che potete propormi un incipit inviandomi una mail a: vivianacalabria27@gmail.com

Nuove storie da assaporare Giugno #2

Mi ero ripromessa di presentarvi le varie entrare di Giugno in diversi post, ma ho avuto diversi impegni e sono arrivata al 30 giugno, ultimo giorno del mese, con ben 12 libri da presentarvi più degli ebook! Per non fare un post infinito e non pubblicarne diversi oggi, mi posterò solo le foto, perdonatemi!
Sono tutti acquisti ad eccezione di “Melchi” vinto al concorso della Graus e “Il tempo delle mimose” inviatomi dall’autore. Cosa ne pensate? 


Passiamo agli ebook, tutti inviati dagli autori o dalle case editrici.





C’era una volta… #2

Regole:
– Prendete un libro o un ebook da voi posseduto
– Riportatene le prime 15-20 righe
– Indicate autore e titolo del libro scelto
– Scrivete un vostro parere in merito

Eccomi con la seconda puntata della rubrica “C’era una volta” e buon inizio settimana a tutti!

In questi giorni sono piuttosto impegnata e non sono riuscita ad aggiornare il blog. Sto seguendo un progetto nella mia città, Napoli, molto importante di cui vi parlerò prossimamente.
Come scritto nella prima puntata della scorsa settimana, è possibile inviarmi incipit di libri scelti da voi che io poi pubblicherò ogni lunedì. Oggi vi presento quello inviatomi da una lettrice e scrittrice (vi parlerò poi del suo libro).

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L’ultimo giorno di un condannato a morte
Victor Hugo

Bicêtre
Condannato a morte!
Sono cinque settimane che io vivo con questo pensiero: sempre solo con esso, sempre agghiacciato dalla sua presenza, sempre curvo sotto il suo peso!
Un tempo, poiché mi sembra siano passati anni e non settimane, io ero un uomo come tutti gli altri: ogni giorno, ogni ora, ogni minuto aveva le sue fantasie: e il mio spirito, giovane e ricco, si divertiva a snodarmele davanti l’una dopo l’altra senza alcun ordine o regola ricamando di arabeschi infiniti il tessuto di questa misera vita.
Erano ragazze, splendidi piviali di vescovo, vinte battaglie e teatri pieni di brusio e luce; e poi ancora ragazze e solitarie passeggiate, di notte, sotto le larghe braccia dei castagni… Era sempre festa nella mia immaginazione: potevo sempre pensare a quel che volevo, ero libero!
Ora invece sono prigioniero.

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“Se il prezzo non fosse stato così vantaggioso, non so se lo avrei comprato. A essere sincera, non sapevo nemmeno che questo libro esistesse, però adesso che ho cominciato a leggerlo mi sta interessando. Non è un libro allegro, però in effetti incuriosisce e aiuta il lettore a porsi delle domande e a rapportarsi in modo doverso con la vita. In un certo modo mi ricorda sia “Le mie prigioni” di Pellico e “La morte di Ivan Il’ič” che raccomandano ai giovani la stessa cosa, vivere il più intensamente possibile e non rifiutare niente dalla vita”.


Ringrazio la persona che ha aderito a questa iniziativa.

Io il libro non l’ho letto, e voi? Cosa ne pensate?

Arrivo a Trainville di Alain Voudì

Hell’s Hollow, la “valle dell’inferno”: un territorio velenoso, mortale per le radiazioni. Eppure è lì che gli indiani Navajo trovano il loro sostentamento: raccolgono la sabbia e la rivendono ai ricchi mercanti bianchi. È proprio da quella sabbia che i bianchi estraggono l’energia nucleare che fa muovere i grandi treni-città come Trainville, migliaia di grandi vagoni che viaggiano su binari quadrupli, girando tutti gli Stati Uniti in un’orbita senza fine che va da Boston alla California e viceversa.

Ma un giorno Serpe Veloce trova qualcos’altro nello Hell’s Hollow. Una bambina bianca, sperduta, senza memoria, senza passato. È così che comincia la nuova vita di Joanna, alla scoperta del mondo e delle sue città viaggianti.

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In una piccola cittadina dell’Arizona, Liberty City, facciamo la conoscenza della piccola Joanna e del suo autoritario padre. Ma perché Liberty City? Una cittadina “maledetta”, con le sue Sabbie e il suo misterioso Deposito? Bella domanda! La storia in realtà non è ambientata qui, ma mi ci sono soffermata per un motivo ben preciso, che forse farà piacere all’autore: quando Joanna urla, io sussulto. Sarà un buon segno ai fini del coinvolgimento del lettore? 

Ecco che ci ritroviamo ad Hell’s Hollow, un anno dopo, con la piccola Joanna in fin di vita a causa della Sabbie radioattive. In questo posto “maledetto dagli Spiriti” facciamo la conoscenza di Serpe Veloce, membro dei Navajo, un ragazzo di buon cuore che riuscirà a salvare la piccola Joanna. 
Inizia così la sua avventura a Trainville. 
Trainville, come potete immaginare dal nome, è una città vera e propria, su di un treno. Probabilmente non è una novità per chi conosce il genere, ma per me è una cosa totalmente nuova. Vagoni su vagoni in cui scorre la vita di tante persone, la loro quotidianità. 
La piccola protagonista viene messa alle dipendenze di Mister Pennyworth, nel vagone 47. In cambio della sua libertà, Joanna decide di andar via da Hell’s Hollow ma è una clandestina perché non residente a Trainville, dovrà lavorare come domestica insieme a Miss Waters. 
Veniamo a sapere che Joanna non ricorda nulla del suo passato; non ricorda come si è ritrovata nelle Sabbie, non ricorda da dove viene. Non ricorda nemmeno di saper leggere o di conoscere le tabelline! Proprio in merito a questo punto, il suo datore di lavoro scoprirà queste sue capacità e riuscirà a farle amare i libri. Ho apprezzato molto questo passaggio da amante della lettura!

«”Le avventure di Tom Sawyer” lesse. “Sarebbe lui, Tom Sawyer?” chiese, indicando il ragazzo nella figura.
“Questo dovrai scoprirlo leggendo”.
“Mark Twain” osservò ancora. “È uno scrittore famoso?” 
“No, direi proprio di no: tra l’altro non si chiama nemmeno davvero Mark Twain. Però è un tipo simpatico. L’ho conosciuto qualche mese fa, proprio qui a Trainville: era in vacanza, e mi ha lasciato quella copia perché ci dessi un’occhiata. È il primo libro che scrive, e ne va molto fiero. Io penso che abbia ragione di esserlo: secondo me ti piacerà”».
I personaggi mi piacciono molto; la protagonista è una bambina coraggiosa, curiosa nonostante si ritrovi catapultata in un mondo non suo, senza alcun ricordo. Mister Pennyworth è, come vedrete, un personaggio buono, ma piuttosto ambiguo. Spero di scoprirne di più negli episodi seguenti.
Lo stile di Alain, che riflette gli anni in cui è ambientata la storia, sa di antico: mi piace molto perché descrive accuratamente le situazioni e i luoghi; non risulta mai pesante.
Unica pecca? La storia divisa in puntate!

C’era una volta… #1

Regole:
– Prendete un libro o un ebook da voi posseduto
– Riportatene le prime 15-20 righe
– Indicate autore e titolo del libro scelto
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Buongiorno lettori del blog e buon lunedì!
Oggi, si sa, non è uno dei giorni preferiti della settimana perché si ritorna al lavoro, a scuola, all’università. Magari non per tutti essendo il 23 giugno, io sono tra i fortunati 😀
Ho deciso finalmente di creare qualche nuova rubrica e mi sto adoperando per idearne qualcuna di personale e originale, si accettano consigli!
Quella che vi presento oggi è una rubrica che conoscete con il nome di “Chi ben comincia”; ho deciso di personalizzarla utilizzando il nome di “C’era una volta…”. 
Le regole sono le stesse: sceglierò un libro cartaceo o un ebook tra quelli da me posseduti, riporterò l’incipit, quindi le prime 15-20 righe, l’autore e il titolo dell’opera scelta, e commenterò con voi questo primo passo. Sarei felice di postare anche incipit scelti da voi, quindi non esitate a contattarmi sul mio indirizzo di posta!
Per inaugurare questa prima puntata mi son fatta dire due numeri ed ecco il libro corrispondente.

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Misery
Stephen King

1
umber whunnnn
yerrrnnn umber whunnnn
fayunnnn
Questi suoni: nonostante la nebbia.


2
OGNI tanto i suoni si affievolivano, come il dolore, e allora restava solo la nebbia. Prima della nebbia ricordava l’oscurità: oscurità totale. Doveva dedurne che stava facendo progressi? Sia fatta la luce (anche se di tipo nebbioso), e la luce era cosa buona e così via e così via? Erano esistiti quei suoni nell’oscurità? Non era in grado di dare risposta ad alcuna di quelle domande. Aveva senso porsele? No, non aveva risposto nemmeno a questa.
Il dolore restava poco sotto i suoni. Il dolore era a est del sole e a sud delle sue orecchie. Qui si concludevano le sue certezze.
Per un lasso di tempo che sembrò molto lungo (e così era, poiché in esso esistevano solo il dolore e quella nebbia inquieta) quei rumori furono l’unica realtà esterna. Non aveva idea chi fosse o dove fosse e nemmeno gli importava saperlo. Avrebbe voluto esser morto, ma nella nebbia intrisa di dolore che gli riempiva la mente come una tempestosa nube estiva, non sapeva di volerlo.
Con il passar del tempo, s’accorse che c’erano periodi di non-dolore e che questi periodi avevano una cadenza ciclica. E per la prima volta da quando era emerso dal buio totale che aveva anticipato la nebbia, formulò un pensiero separato dall’incomprensibile situazione in cui si trovava. Era il pensiero di un pilone spezzato che sorgeva dalla sabbia a Revere Beach.

                             ******
Partiamo dal presupposto che io non ho mai letto niente di King. Non amo l’horror quindi non giudicatemi male!
Ho deciso però di provare e ho preso Misery a poco prezzo a Torino.
Per me questo è un inizio particolare, forse perché non sono abituata al suo stile, ma ci fa subito entrare in un’atmosfera cupa e misteriosa; mi sembra di sentirli quei rumori, di vagare con lo sguardo nel buio…
Ma la situazione non appare chiara al lettore: non abbiamo idea di chi sia il personaggio, né di cosa ci faccia lì. Ciò non toglie che sia un incipit che incuriosisce il lettore, che incuriosisce me!

Cosa ne pensate? Via con i commenti! 

Nuove storie da assaporare: Giugno #1

Altra puntata con la rubrica in cui vi mostrerò le nuove entrate nella mia personale libreria!

Questa prima metà del mese di Giugno è stata molto ricca, quindi ho pensato di suddividere i libri in due puntate per evitare un post eccessivamente lungo! 
Le prime entrate che vi presento potete vederle nella foto sopra. Ma guardiamole in dettaglio.

Le prime tre fanno parte dei miei acquisti personali.

Titolo: Il ballo
Autore: Irène Némirovsky
Editore: Newton Compton

Pagine: 128
Prezzo: 0,99 €

Sinossi:
Per i Kampf l’organizzazione del ricevimento, a cui sono invitati i maggiorenti della città, è un’occupazione serissima.
Tutto deve funzionare alla perfezione, come il meccanismo di un prezioso orologio. Proprio per questo, il ballo, che dovrebbe segnare l’ingresso della famiglia nell’alta società parigina, è un sogno tanto per la madre, volgare e arcigna parvenue, quanto per la quattordicenne Antoinette, che però ne rimane esclusa. Con una scrittura precisa e senza fronzoli, Irène Némirovsky racconta la vendetta che Antoinette saprà prendersi.

Titolo: Frankenstein
Autore: Mary Shelley
Editore: Mondadori
Collana: Classici Chrysalide
Pagine: 294
Prezzo: 9,00 

Sinossi:

Da cosa dipende il nostro destino? Dalla vita, dall’indole, dai libri letti, dagli studi fatti, dal desiderio di assoluto? Siamo mossi da forze che ci sovrastano, oppure il futuro, ciò che diventiamo ogni giorno, è il risultato delle nostre scelte? L’estate del 1816, in una notte di tempesta, Mary Shelley ha visto qualcuno che, per sete di sapere e di gloria, non ha saputo sottrarsi alla vita predisposta per lui, e forse ha visto se stessa, una ragazza di diciotto anni sull’orlo della grandezza. Il volume è corredato da esclusivi contenuti extra, spunti e approfondimenti nella cultura contemporanea: film e serie TV, musica, arte, libri, fumetti e graphic novel.

Titolo: L’allieva
Autore: Alessia Gazzola
Editore: Tea
Pagine: 374
Prezzo: 12,00 €

Sinossi:
Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

 E ora passiamo a due libri vinti e uno inviatomi gentilmente dall’autore, in questo ordine. 


 Alice in una bolla. Ne parlo qui

Melchi. Lo presento qui 

Esperance. Una missione oer due. Trovate i dati qui 





Ho terminato la prima carrellata di novità! Voi invece avete qualche nuovo libro? Avete letto qualcuno di quelli che vi ho presentato o ne vorreste leggere qualcuno di questi? Sono curiosa 😀

Recensione: L’autunno dell’anno prima di Alessandra Zenarola

Torno dopo una settimana con una recensione! Ultimamente mi riesce difficile scrivere le mie sensazioni sui romanzi che leggo, per questo vado un po’ a rilento. 
Tornando a noi, il romanzo di cui vi parlo oggi è edito da Scrittura & Scritture, inviatomi gentilmente per la recensione. Volevo leggerlo perché la storia mi aveva incuriosita, e devo dire che non sono rimasta delusa! Ringrazio la casa editrice e Alessandra Zenarola, e aspetto i vostri commenti 🙂

Al mare non dovrebbe piovere mai.
Tranne a novembre, quando dal pullman che fa sosta a Grado scende una donna esile con un ombrello rosso pomodoro.
Ma lei cosa ci è venuta a fare al mare, in autunno?
Glielo chiede Elvina, una giunonica biondo platino che sull’isola gestisce la pensione Turchina insieme alla sua lunatica famiglia: suo marito, più vecchio di lei di quasi vent’anni, e il loro allampanato figlio. La laguna afflitta dalla bruma e da piogge interminabili, l’incontro di Domiziana con Darko, un bosniaco dal carattere schivo, le videochiamate con la figlia Nicole in America, si incastrano tra i flashback di questo romanzo ricco di colori, che con stile leggero ci fa viaggiare nelle storie delle sorelle Sparaviero, diverse per carattere, lontane per scelte di vita, eppure legate da una coincidenza che nessuna delle due avrebbe potuto neanche immaginare.


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«Al mare il vento è come la guerra, scoppia di colpo dopo un’incubazione che imbroglia anche gli esperti delle previsioni, devasta, solleva detriti e inquietudini. Quando finisce ci si dedica a rastrellare le macerie e a incollare i cocci».

Al mare non dovrebbe piovere mai.
Eppure Mizia al mare, quello della sua infanzia, ci ritorna in Novembre. Uno di quei mesi freddi dove la pioggia non ti abbandona mai.
Ma Novembre è un mese perfetto per ripescare tutti i ricordi, la nostalgia dell’infanzia.
Così ci ritroviamo a Grado, in una cittadina del nord Italia, che non offre niente in inverno, ma è piena di turisti d’estate; qui facciamo conoscenza con i proprietari della pensione Turchina, ma soprattutto conosciamo la protagonista: Domiziana.

Mizia è una donna dall’aspetto gracile e malaticcio; non ama il cibo, veste fuori moda, è una donna insoddisfatta e mai al posto giusto. Ha un matrimonio fallito alle spalle, una figlia in America, un padre defunto che non è mai stato presente, una madre un po’ fuori e una sorella…beh completamente diversa da lei.
Ma allora perché tornare nei posti della sua infanzia? Per cercare piccole tracce di quella sorella dal nome maschile, tanto amata pur essendo tanto diversa da lei. Andrea la conosceremo attraverso dei flashback; è una ragazza che vuole godersi la vita: cinica, esuberante, sfacciata, che decide di partire per Londra senza far più ritorno al paese di nascita, proprio come tutti gli adolescenti. Ma questa scelta la sconterà poi, rimpiangendo il suo desiderio di evadere dal paesino che le stava troppo stretto.
Quello delle due sorelle è un rapporto forte, un legame di sangue che renderà il loro allontanamento molto doloroso.
  

«Quante manfrine signorina Sparaviero, si pizzicotti le guance, esca dal guscio e la smetta di nascondersi al mondo».

Questa donna così fragile compirà, durante questo suo ritorno alla laguna di Grado, un importante percorso di cambiamento che la riporterà in vita; riuscirà, grazie all’incontro con particolari figure, a trovare un posticino nel mondo, a sentirsi parte di qualcosa, a ritornare perfino adolescente.

Non aspettatevi una trama originale o colpi di scena; questa è la storia di una famiglia, dell’amore di due sorelle, un amore che non conosce distanza. 
La scrittura di Alessandra Zenarola è poetica, leggera; belle le descrizioni dei paesaggi che riflettono la malinconia che fa da sottofondo al romanzo. I personaggi sono stereotipati, ma non è necessariamente un male per questo romanzo. 

Fermatevi un momento a riflettere prima che sia troppo tardi…

Voto: ★★★

E ora al via i commenti! Cosa ne pensate del libro? Avete esperienze simili?

Recensione: Ove bellezza impera di Nino Chiofalo

Come state lettori? È stato un periodo piuttosto impegnativo per me e non ho avuto il tempo di scrivere recensioni, ma ho cercato di aggiornare il blog con segnalazioni e novità. Spero di poter riprendere in pieno le letture e spero di trovare lettori che facciano sentire le proprie opinioni qui sul blog! E ora passiamo alla recensione di un breve romanzo della Smasher, che ringrazio per la gentilezza e la collaborazione. 
P.S. Alla fine della recensione troverete un quesito per voi 😉


Titolo: Ove bellezza impera
Autore: Nino Chiofalo

Editore: Smasher
Pagine: 84
Prezzo: 10,00 €

«Ci sono foglie che si aggrappano ai rami, perché non vogliono cadere mai, lettere che non arrivano mai, baci che restano immaginari. Ci sono uccelli che sentono lo sparo e contano quanto tempo gli resta ancora. Shakespeare amava scrivere: “cosa importa andarsene prima? Se noi uomini non sappiamo cosa lasciamo, che importa lasciarlo prima? Che Ercole faccia pure quello che vorrà, al gatto il miagolio, e al cane l’abbaiare non lieverà”. A ogni parola, Rachele aumentava la stretta nella mano dello scrittore, poi cercò il suo sguardo e con voce timorosa chiese più di quello che le parole dicono, quello che le parole non sanno fare, quando una singola parola piange e ride. Ricorda che il segreto della vita è la ricerca della bellezza…»

Recensione

Cosa è per voi la bellezza?
Per Brussa Toi, scrittore siciliano affermato, la bellezza è quello a cui dobbiamo tendere, insieme all’amore.

Uno scrittore affermato, ormai vicino ai settanta, è alle prese con la stesura del suo ultimo romanzo. Con alle spalle circa trenta opere, forte di anni di esperienze nel campo e di esperienze di vita, è ora all’apice del successo. Non vuole deludere i suoi numerosi lettori, ma l’età che avanza e alcuni problemi di salute rendono impossibile perseguire l’obiettivo. 
Sarà l’incontro, imposto dal suo editore, con una giovane e splendida ragazza a portare Brussa Toi sui binari giusti. Il loro incontro avrà forti ripercussioni sulla vita di entrambi, sino ad un finale un po’ amaro.

Questo breve romanzo punta sulla bellezza: quella dell’amore, di una donna e del suo sorriso, del mare, del teatro; punta sulla voglia di vivere appieno la propria vita e ci viene mostrato dallo scrittore e dal personaggio del suo ultimo libro: Lisandro. 
La giovinezza ormai perduta, l’amore che gli ha sconvolto la vita, la solitudine sono pesi che lo scrittore si porta come un fardello; la “graziosa” non potrà che essere sopraffatta dalla poesia delle parole dello scrittore e dai suoi consigli, così pieni di verità, di malinconia per le cose ormai perdute. Farà una scelta coraggiosa, quella di cambiare in un attimo il suo presente, ma soprattutto il suo futuro, troppo distante dai suoi reali desideri. 

La trama non è originale, ma la lettura risulta piacevole. Il romanzo però, a mio parere, non arriva da nessuna parte. Non lo trovo completo, non ha una vera e propria storia. Magari l’intento dello scrittore era semplicemente quello di mostrare la bellezza che è in tutte le cose, ma per me è importante che la storia abbia una vera e propria trama. Inoltre il finale è stato inaspettato e non del tutto apprezzato; non lo trovo in linea con il resto della storia, sembra un po’ una forzatura per dare il senso di una storia compiuta.
Nonostante il voto non molto positivo, non è una lettura da scartare per alcuni interessanti spunti di riflessione.

Voto: ★★

«Non essere mai prevenuta, lasciati corteggiare da ogni virtù, assapora la vita di tutti i giorni, fai che ti ribolli il sangue nelle vene, gira più posti che puoi, scruta ogni sentiero, sii pazza di curiosità, molta gente si spaventerà! Fregatene! Ricorda che il segreto della vita è la ricerca della bellezza, c’è del bello in qualsiasi cosa».


E voi cosa ne pensate del libro e della frase di Brussa Toi? Vi godete la vita in pieno, o rimanete chiusi nella vostra quotidianità senza avere il coraggio di lasciarvi andare?

Nuove storie da assaporare #2

Buonasera cari lettori! Prima di andare a leggere, ho deciso di pubblicare la seconda puntata della rubrica dedicata ai nuovi arrivi della mia libreria. Sono sempre arrivi del mese di maggio che non ho potuto pubblicare prima.

Iniziamo con un bel regalo! Non so quanti di voi abbiano seguito Masterpiece. Raffaella Silvestri è stata la finalista del programma. Mi ha regalato il suo libro, compreso di dedica, e vuole una recensione da me! Sono davvero felice 😀

Titolo: La distanza da Helsinki
Autore: Raffaella Silvestri
Editore: Bompiani
Pagine: 240

Prezzo: 12,90 €

Sinossi:
Quando si diventa davvero grandi? Quanto coraggio ci vuole per fare il grande passo e uscire dall’adolescenza una volta per tutte? Viola e Kimi hanno quindici anni, e non lo sanno ancora. Lei è italiana, lui finlandese. Lei socievole e intraprendente, lui con gli occhi fissi sul libro che sta leggendo, come se il mondo intorno non ci fosse. Entrambi hanno un segreto che li rende molto diversi dagli altri. Viola ha perso la madre, Kimi è affetto da una indefinibile forma di autismo. Lei non vuole, o meglio, non vorrebbe che quello che le è successo condizionasse la sua vita, lui percepisce la realtà soltanto attraverso le note di un pianoforte. Si incontrano a un corso d’inglese a Londra, e da quel momento, ogni anno, a luglio, si incontreranno attraverso l’Europa, mentre la vita scorre loro accanto. Fino a quando, quindici anni dopo il primo incontro, entrambi riceveranno un invito che li porterà a prendere un’altra decisione, che cambierà per sempre le loro vite.

Un romanzo sulla necessità e la voglia di crescere. Un romanzo sulle occasioni che la vita ci offre, e non sempre riusciamo a cogliere, ma anche un richiamo all’autenticità, all’intensità che i protagonisti devono affrontare. E soprattutto, un romanzo sul coraggio e sulle prove che bisogna superare per poter dire di essere veramente vivi.


Questo invece me lo ha regalato lo scrittore, mio amico e collega di Università, il giorno della nostra Laurea.
L’ho presentato già sul blog, qui.

Autore: Andrea Cardinale
Titolo: Io e me alla ricerca del treno
Genere: Biografia epistolare
Editore: Self-publishing
Pagine: 120
Prezzo: 11,50 € (cartaceo) – 2,99 € (ebook)

Questo è un piccolo pensiero di mia madre. È stato il mio primo libro, ma dato che non si trovava più in casa, ha deciso di regalarmelo! 😀

Titolo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Autore: Luis Sepùlveda
Editore: Salani
Pagine: 128
Prezzo: 10,00 €


Sinossi:
I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. “Banco di aringhe a sinistra” stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa. Ma quando riemerge, il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un micio nero di nome Zorba su quel balcone, un grosso gatto cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto dal gatto solenni promesse: che lo coverà amorevolmente, che non si mangerà il piccolo e che, soprattutto, gli insegnerà a volare. E se per mantenere le prime due promesse sarà sufficiente l’amore materno di Zorba, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti…

Questo romanzo invece sono riuscita a vincerlo insieme a Melchi, che sto ancora aspettando 😦

Titolo: Nero paradiso
Autore: Andrea Esposito
Editore: Graus
Pagine: 512
Prezzo: 15,00 €

Sinossi:
Anni ’90, ex Jugoslavia, Guerra nei Balcani: Un gruppo di periti dell’Esercito Italiano si ritrova “ad avere un posto in prima fila all’inferno”, dopo essere stato catturato dalle tigri di Arkan. 
Paesino del Cilento oggi: Billy Montella, giovane imprenditore salernitano, vinto il reality “Playboy”, si ritrova all’apice del successo e della fama.
Un moderno “Mangiafuoco” manovra i protagonisti delle due vicende che scorrono davanti agli occhi del lettore, così come nella favola di Collodi, intrecciando i fili e i loro 
destini. Soltanto il Commissario Senese e i membri dell’UCS – già protagonisti de Il paese nasconde – potranno tagliare i fili e sciogliere la matassa, perché c’è “un momento in ogni indagine nel quale i pezzi iniziano improvvisamente ad andare al loro posto”.

E, per finire, uno dei miei libri preferiti vinto grazie al blog “Un buon libro non finisce mai”. Fa già parte della mia libreria, in edizione illustrata, ma non conoscevo il premio!

Titolo: L’ombra del vento
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Editore: Mondadori
Pagine: 439
Prezzo: 18,00 €


Sinossi:
Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.