Il signore dei racconti di Elena Mandolini

Fin dove ti spingeresti per ottenere ciò che desideri? Pur di vincere, cosa daresti in cambio? Giulio è un ragazzino di soli quattordici anni che si ritrova a dover rispondere a queste difficili domande. La sua passione è la lettura e nei temi non lo batte nessuno, ma in ogni altro campo è un disastro. Problematico e introverso, è vittima del bullismo dei compagni di classe e non riesce nello sport. Il suo unico sostegno è l’amico Carlo, che è tutto il suo opposto: bravo a scuola e una promessa del rugby. L’affetto dei genitori non lo aiuta e, anzi, gli fa sentire ogni giorno il peso della delusione. A seguito di uno strano terremoto che colpisce Roma, Giulio inizia a sentirsi osservato, anche quando è da solo in una stanza. Un Essere potente, che lui chiama Signore dei Racconti, ha deciso di aiutarlo e di cambiare le carte del suo destino. Niente, però, è davvero così semplice. Quale sarà il prezzo da pagare per modificare la sua vita? Si nasconde, forse, qualcosa di ben più grande, dietro tutto questo?

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Roma tremò. Per la prima volta fu la Capitale l’epicentro di un terremoto il cui riverbero si estese ben oltre i confini del Lazio. Il singolare fenomeno, che partì dal centro della città, venne registrato attorno alle due e trentacinque della notte di un giovedì di febbraio. Poco prima dell’inizio del sisma, i gatti domestici si rintanarono sotto i letti e i randagi cercarono riparo in anfratti nascosti delle strade, mentre i cani guairono ed abbaiarono per la paura e, soprattutto, per avvertire gli umani che stava per succedere qualcosa di strano. In alcune zone di Roma saltò la corrente, le vecchie condutture e le fogne si danneggiarono irrimediabilmente, riversando nelle strade fiumi d’acqua. Molti rimasero feriti, altrettanti si spaventarono e qualche anziano morì d’infarto. L’aspetto più strano del terremoto che colpì Roma fu il rumore che fece il sisma. I più fantasiosi dissero che era stato come se la Terra si fosse fatta una grossa risata. Non sapevamo quanto fossero vicini alla realtà. Fu come un avvertimento. Erano passati cento anni.
 

Questa è la storia di Giulio.
Giulio è un ragazzino che frequenta la 3° media, vive a Roma ed ha un migliore amico, Carlo. L’amicizia che li lega è forte, ma la differenza tra i due porta ben presto ad un distacco.
Il nostro protagonista è una vittima di bullismo a scuola: labbra carnose, occhi a mandorla e lunghe ciglia nere. Come se non bastasse ama leggere e non è affatto portato per lo sport, anche a causa del suo fisico mingherlino. Carlo ha tutto da invidiare: i voti a scuola, le ragazzine che già gli vanno dietro ed un fisico atletico.
Nonostante la sua tenera età, Giulio ha una rabbia dentro che aspetta solo di esplodere. Odia essere deriso, non poter fare ciò che fanno gli altri maschi, deludere i suoi genitori… Ma è soprattutto invidioso del suo migliore amico.

Vi starete chiedendo il terremoto cosa c’entra in questa storia… La risata, quella grossa risata che molti pensarono di sentire durante il terremoto, era reale.
È la risata maligna di qualcuno in grado di cambiare totalmente la vita delle persone. Incontro casuale oppure no?
Sta di fatto che il Signore dei racconti, questo il nome dell’essere con cui Giulio si troverà costretto a stringere un patto, riuscirà a far raggiungere al protagonista i successi da lui tanto agognati.
Il messaggio di questo breve romanzo è tutto qui: qual è il prezzo da pagare per avere tutto ciò che si desidera? Giulio lo scoprirà soltanto alla fine, dopo una serie di traumi.
Non avrà il tempo di pentirsene.

La scrittrice Elena Mandolini racchiude in poche pagine, attraverso una storia semplice, un messaggio molto importante. Chi non desidererebbe cambiare la propria vita, o parte di essa! Che voi crediate o no al fatto che la nostra vita sia già stata scritta, riflettete bene su quanto l’invidia sia un sentimento pericoloso. Io sono dell’idea che nulla sia stato già deciso e dunque spessa a noi farci valere, impegnarci, essere quello che vogliamo. Attenzione però ai mezzi utilizzati per raggiungere l’obiettivo.
Qualche parere tecnico: è presente qualche refuso, ma niente di grave. Lo stile è molto semplice, così come la storia narrata. Sicuramente quello che vuol comunicare la scrittrice è importante, ma la storia non mi ha coinvolta particolarmente. Da prenderla come una piccola favola con una morale. Consigliato anche agli adolescenti.

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