Segnalazione esordiente: Il signore dei racconti di Elena Mandolini

Titolo: Il signore dei racconti
Autore: Elena Mandolini
Editore: Gruppo Albatros – Il Filo

Collana: Nuove Voci
Prezzo: 12,90 € (cartaceo) – 1,99 € (ebook)

Sinossi:
Fin dove ti spingeresti per ottenere ciò che desideri? Pur di vincere, cosa daresti in cambio? Giulio è un ragazzino di soli quattordici anni che si ritrova a dover rispondere a queste difficili domande. La sua passione è la lettura e nei temi non lo batte nessuno, ma in ogni altro campo è un disastro. Problematico e introverso, è vittima del bullismo dei compagni di classe e non riesce nello sport. Il suo unico sostegno è l’amico Carlo, che è tutto il suo opposto: bravo a scuola e una promessa del rugby. L’affetto dei genitori non lo aiuta e, anzi, gli fa sentire ogni giorno il peso della delusione. A seguito di uno strano terremoto che colpisce Roma, Giulio inizia a sentirsi osservato, anche quando è da solo in una stanza. Un Essere potente, che lui chiama Signore dei Racconti, ha deciso di aiutarlo e di cambiare le carte del suo destino. Niente, però, è davvero così semplice. Quale sarà il prezzo da pagare per modi¬ care la sua vita? Si nasconde, forse, qualcosa di ben più grande, dietro tutto questo?

Elena Mandolini è nata a Roma nel 1982. Da sempre appassionata di cinema e letteratura, si è laureata al DAMS dell’università di “Roma Tre”. Ha conseguito due Master, uno in Sceneggiatura presso lo “IED” di Roma e l’altro in Critica Giornalistica presso l’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico. Da anni scrive critiche cinematografiche¬, letterarie e teatrali. Il Signore dei Racconti è il suo primo romanzo, con cui è arrivata in semifinale nel concorso Il mio esordio – La Feltrinelli 2013, ma ne ha tanti altri nel cassetto.

«“Calmati Giulio.”
A parlare, senza neanche guardarmi, è stato lo strano essere che è di fronte a me. Assomiglia a un uomo, ma non è un umano. È alto diversi metri, ha lunghe e secche braccia e altrettante lunghe e secche gambe. Non ha capelli, né peli. La pelle è di un rosa pallido. È seduto su di un’enorme sedia da ufficio e con le lunghissime dita sta scrivendo chinato su di una enorme pergamena, posta su una scrivania imponente. Noto che la pergamena, quella ancora immacolata, è tutta raccolta in maniera disordinata ai piedi della scrivania. Indossa dei semplici pantaloni neri ed una maglietta chiara, entrambi sdruciti. Non indossa le scarpe e i grandi piedi sono privi di unghie.
“Bravo, così.”
Il suono della sua voce è strano. Sembra che a parlare non sia solo lui ma milioni di voci tutte assieme, come fossero degli echi lontani. Si volta per guardarmi, continuando a scrivere. Io indietreggio di un passo. Il suoi occhi sono praticamente bianchi: non ha né iride né pupille. Le palpebre si abbassano e si alzano lentamente. Le dita, invece, sono velocissime nello scrivere».

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