Recensione: L’autunno dell’anno prima di Alessandra Zenarola

Torno dopo una settimana con una recensione! Ultimamente mi riesce difficile scrivere le mie sensazioni sui romanzi che leggo, per questo vado un po’ a rilento. 
Tornando a noi, il romanzo di cui vi parlo oggi è edito da Scrittura & Scritture, inviatomi gentilmente per la recensione. Volevo leggerlo perché la storia mi aveva incuriosita, e devo dire che non sono rimasta delusa! Ringrazio la casa editrice e Alessandra Zenarola, e aspetto i vostri commenti 🙂

Al mare non dovrebbe piovere mai.
Tranne a novembre, quando dal pullman che fa sosta a Grado scende una donna esile con un ombrello rosso pomodoro.
Ma lei cosa ci è venuta a fare al mare, in autunno?
Glielo chiede Elvina, una giunonica biondo platino che sull’isola gestisce la pensione Turchina insieme alla sua lunatica famiglia: suo marito, più vecchio di lei di quasi vent’anni, e il loro allampanato figlio. La laguna afflitta dalla bruma e da piogge interminabili, l’incontro di Domiziana con Darko, un bosniaco dal carattere schivo, le videochiamate con la figlia Nicole in America, si incastrano tra i flashback di questo romanzo ricco di colori, che con stile leggero ci fa viaggiare nelle storie delle sorelle Sparaviero, diverse per carattere, lontane per scelte di vita, eppure legate da una coincidenza che nessuna delle due avrebbe potuto neanche immaginare.


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«Al mare il vento è come la guerra, scoppia di colpo dopo un’incubazione che imbroglia anche gli esperti delle previsioni, devasta, solleva detriti e inquietudini. Quando finisce ci si dedica a rastrellare le macerie e a incollare i cocci».

Al mare non dovrebbe piovere mai.
Eppure Mizia al mare, quello della sua infanzia, ci ritorna in Novembre. Uno di quei mesi freddi dove la pioggia non ti abbandona mai.
Ma Novembre è un mese perfetto per ripescare tutti i ricordi, la nostalgia dell’infanzia.
Così ci ritroviamo a Grado, in una cittadina del nord Italia, che non offre niente in inverno, ma è piena di turisti d’estate; qui facciamo conoscenza con i proprietari della pensione Turchina, ma soprattutto conosciamo la protagonista: Domiziana.

Mizia è una donna dall’aspetto gracile e malaticcio; non ama il cibo, veste fuori moda, è una donna insoddisfatta e mai al posto giusto. Ha un matrimonio fallito alle spalle, una figlia in America, un padre defunto che non è mai stato presente, una madre un po’ fuori e una sorella…beh completamente diversa da lei.
Ma allora perché tornare nei posti della sua infanzia? Per cercare piccole tracce di quella sorella dal nome maschile, tanto amata pur essendo tanto diversa da lei. Andrea la conosceremo attraverso dei flashback; è una ragazza che vuole godersi la vita: cinica, esuberante, sfacciata, che decide di partire per Londra senza far più ritorno al paese di nascita, proprio come tutti gli adolescenti. Ma questa scelta la sconterà poi, rimpiangendo il suo desiderio di evadere dal paesino che le stava troppo stretto.
Quello delle due sorelle è un rapporto forte, un legame di sangue che renderà il loro allontanamento molto doloroso.
  

«Quante manfrine signorina Sparaviero, si pizzicotti le guance, esca dal guscio e la smetta di nascondersi al mondo».

Questa donna così fragile compirà, durante questo suo ritorno alla laguna di Grado, un importante percorso di cambiamento che la riporterà in vita; riuscirà, grazie all’incontro con particolari figure, a trovare un posticino nel mondo, a sentirsi parte di qualcosa, a ritornare perfino adolescente.

Non aspettatevi una trama originale o colpi di scena; questa è la storia di una famiglia, dell’amore di due sorelle, un amore che non conosce distanza. 
La scrittura di Alessandra Zenarola è poetica, leggera; belle le descrizioni dei paesaggi che riflettono la malinconia che fa da sottofondo al romanzo. I personaggi sono stereotipati, ma non è necessariamente un male per questo romanzo. 

Fermatevi un momento a riflettere prima che sia troppo tardi…

Voto: ★★★

E ora al via i commenti! Cosa ne pensate del libro? Avete esperienze simili?
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