Prossime uscite #9

Vi presento un po’ di novità in casa Piemme! Quali libri finiranno nella lista dei desideri?


Titolo: Ti scriverò ai confini del cielo
Autore: Tanis Rideout
Editore: Piemme
Pagine: 476
Prezzo: 18,50 €

Sinossi:
8 giugno 1924. Sull’Himalaya, due uomini tentano la scalata della vetta più alta del mondo, l’ultima ancora da conquistare. A Cambridge, una donna comincia una giornata uguale a tante altre: il mercato, la cura dei figli e della casa, le visite degli amici. E l’attesa febbrile di una lettera del marito, di cui non ha notizie da troppo tempo. Quando è partito, George Mallory ha promesso alla moglie Ruth che non avrebbe mai smesso di scriverle. Le ha promesso che, arrivato in cima all’Everest, vi avrebbe posato una sua foto. E che, dopo, sarebbe tornato da lei, per non partire mai più. Per mesi Ruth si è aggrappata a quelle parole, che su fogli leggeri hanno attraversato oceani e continenti. Le ha cullate come uno scampolo di intimità, le ha custodite come un segreto, una parte di George soltanto sua. Quell’ 8 giugno, Ruth non sa ancora che il destino si è già compiuto, e che al termine di quelle ventiquattro ore ne riceverà infine notizia. Il nome di George Mallory sta per passare alla Storia, ma sarà lei a portare nel cuore ciò che appartiene solo a loro due. Ti scriverò dai confini del cielo è una grande storia d’amore tra un uomo e una montagna, la storia di una folle sfida dal prezzo troppo alto. Ma è anche il resoconto straordinariamente autentico e commovente di un altro amore: quello tra George e Ruth, spezzato da qualcosa di troppo grande per entrambi.


Titolo: L’estate di Ulisse Mele
Autore: Roberto Alba
Editore: Piemme
Pagine: 182
Prezzo: 
13,50 €

Sinossi:
Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. 
Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c’è più traccia.
Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.


Titolo: Lunedì nero per il commissario Dupin
Autore: Jean-Luc Bannalec
Editore: Piemme
Pagine: 380
Prezzo: 16,90 €

Sinossi:
Isole Glénan: un arcipelago disteso come un miraggio al largo della ventosa Bretagna. Un paradiso di spiagge bianchissime nel Nord dell’Atlantico, dove un mattino di maggio vengono ritrovati a riva i cadaveri di tre uomini. Ignota l’identità, incerta la causa della morte. Il commissario Dupin, parigino fino al midollo spedito in quello che per lui è solo un angolo sperduto di Francia, non è esattamente un lupo di mare; e poi, se c’è una cosa che odia, è essere disturbato mentre fa colazione. Ma la notizia delle tre morti lo raggiunge a Concarneau, sulla terraferma, esattamente a metà della terza tazza di caffè bollente. E in un attimo quello che sembrava un normale lunedì diventa l’inizio di un incubo. Costretto ad affrontare le onde, arrivato a destinazione si rende conto di essere di fronte a un chiaro caso di omicidio premeditato. Perché – scoprirà presto – corruzione politica e affari sporchi ormai non risparmiano nemmeno quelle isole remote, con buona pace delle divinità che, come vuole la leggenda, le proteggono da tempo immemore. Come se non bastasse, Dupin sa di avere i giorni contati per risolvere il caso. Perché su di lui incombe un’altra minaccia: l’arrivo da Parigi di sua madre, che con perfetto tempismo ha deciso di fare visita al figlio «esiliato in provincia». La settimana è appena cominciata, ed è tutta in salita. Dopo Natura morta in riva al mare, Jean- Luc Bannalec ci regala un altro appassionante intreccio giallo, un nuovo caso per Georges Dupin, il meno ortodosso dei commissari. Un fenomeno editoriale da 300.000 copie solo in patria.



Titolo: Aspettami tra i fiori del caffè
Autore: Silvia Di Natale
Editore: Piemme
Pagine: 406
Prezzo: 17,50 €

Sinossi:
Elena è arrivata sulle Ande per il caffè. E per Fernando, colombiano con sangue indigeno nelle vene, presidente di una cooperativa di piccoli contadini produttori di caffè. Ma il caffè implica tante cose, come si accorgerà ben presto. Le sette notti – e gli otto giorni – vissuti a Taramá, sperduta cittadina della cordigliera, saranno però i più drammatici e i più intensi della sua vita. Sin dal primo giorno, Elena scopre infatti la realtà misteriosa che si nasconde dietro quella natura tropicale: i cafetales, dove crescono le preziose piantine, sono minacciati dall’avidità dei cercatori di petrolio. E lo stesso Fernando – al quale la lega una complicità che presto sboccia nella passione – è in pericolo. Per amor suo Elena si butta a capofitto in un’avventura che la porta a scoprire un’altra, più oscura dimensione, sommersa in quella realtà a lei sconosciuta. È un’impresa all’apparenza assurda, ma Fernando le ha insegnato la filosofia dei suoi antenati indigeni: di fronte all’avidità e alla follia che dominano il mondo, non c’è altra soluzione che quella di continuare ad agire come se ci fosse un senso. Come l’ambiguo conquistatore svevo, Mattheus von Holzer, la cui statua domina la piazza di Taramá, salpato per le Americhe in cerca di El Dorado, si trovò ad affrontare ben altre peripezie, così Elena si consegna mani e piedi a un gioco che la coinvolge anche come donna: «Ma non c’era rimedio: una volta contagiati, non si può smettere di cercare El Dorado. A me è capitata la stessa cosa con l’oro di Taramá, o meglio, con colui che per me lo rappresentava: Fernando. Non ho più smesso di cercarlo.»



Titolo: Un tramonto a Parigi
Autore: Jenny Colgan
Editore: Piemme
Pagine: 462
Prezzo: 12,90 €


Sinossi:
Chi non ha mai desiderato vivere a Parigi? Per Anna, trent’anni, assaggiatrice di cioccolato in una piccola azienda inglese, è sempre stato un sogno, anzi un miraggio, lontano e irraggiungibile. Quando, in seguito a un brutto incidente sul lavoro, Anna si trova a spasso e pensa che la sua vita stia andando a rotoli, la sua insegnante di francese, Claire, ha per lei la soluzione ideale: trasferirsi a Parigi, il luogo perfetto dove ricominciare e costruirsi una nuova vita. Ad Anna non mancherebbe neanche il lavoro, perché Claire la farebbe assumere nella più antica cioccolateria della città. Certo manca ancora l’amore. Ma per quello, si sa, Parigi non può che fare la sua parte.



Titolo: Il Maestro
Autore: Thomas Saintourens
Editore: Piemme
Pagine: 280
Prezzo: 16,50 €


Sinossi:
A Buchenwald, ogni notte, il musicista Jozef Kropinski si intrufola di nascosto nel posto più lugubre del campo: la stanza di dissezione del dipartimento di patologia. Lì sa di essere al sicuro, perché persino le SS preferiscono tenersi alla larga da quel posto inquietante, che ospita le tracce della follia dei medici nazisti. Alla luce di una candela, scrive spartiti di cui ogni nota è un atto di resistenza. Rischia la vita per la sua musica di denuncia, così come ha fatto ad Auschwitz, dove è stato prigioniero prima. Solo alcuni fogli sopravviveranno con lui e il suo violino alla marcia della morte nel 1945. Molti ha dovuto lasciarli nel campo, altri li ha bruciati per vincere il freddo. Dopo la guerra non riesce più a scrivere una nota, si ritrova muto davanti al foglio bianco. Finché un giorno alla sua porta si presenta l’usignolo di Sachsenhausen, Alex Kulisiewicz, l’uomo dalla memoria eccezionale che è quasi impazzito per memorizzare tutte le canzoni e le poesie clandestine che i suoi compagni di prigionia gli affidavano, milioni di parole che non smetteva un attimo di mormorare, per non dimenticarle. Auschwitz, Dachau, Buchenwald: nessun campo di prigionia è mai riuscito a soffocare l’afflato di libertà. Molti prigionieri hanno affidato alla sorte le loro parole, i loro canti, la loro musica, fiduciosi che il giorno in cui quelle tenebre si fossero diradate, avrebbero trovato orecchie per ascoltarli e cuori per accoglierli.



Titolo: In buona fede
Autore: Adam Stenbergh
Editore: Piemme
Pagine: 308
Prezzo: 14,50 €

Sinossi:
Spademan non è il suo vero nome. Faceva lo spazzino, una volta. Prima che New York cambiasse faccia del tutto, prima che una serie di attacchi terroristici la riducessero davvero a una discarica. Adesso ha cambiato lavoro: fa il killer professionista, uccide la gente per soldi. Niente di personale.
È solo il suo modo di campare in un mondo in cui il confine tra giusto e sbagliato ha perso di significato, perché l’unico vero confine è tra poveri e ricchi. Mentre i primi lottano per sopravvivere in quelle strade devastate, i secondi si sono rifugiati in una sofisticata forma di realtà virtuale. Eppure l’ultimo incarico di Spademan rischia di trasformarsi in una trappola a cui non è preparato. Perché il suo obbiettivo – la figlia di un potente predicatore – lo costringerà a muoversi a cavallo tra le due realtà per portare a termine il suo lavoro. E, soprattutto, restare vivo.
Un romanzo tagliente, violento, ironico, che mescola distopia e hard boiled in un mix esplosivo.

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