Prossime uscite 5#

Ritorno a scrivervi per presentarvi nuove uscite previste per Aprile e Maggio. Presto sul blog la prima intervista! Buona lettura 🙂

Titolo: Cacciatori di fantasmi

Autore: Fabio Monteduro
Editore: Runa Editrice
Data di uscita: 15 aprile 2014
Pagine: 434
Prezzo: 17,00 €


Sinossi:
Tutto ha inizio, da quel che ci è dato sapere, davanti al cancello di una grande villa di campagna, è lì che si consuma una morte assolutamente inaspettata quanto assurda. Da questo inspiegabile suicidio si diramano le angoscianti vicende del romanzo. Tra i protagonisti, Matteo, il cui sogno è di diventare un regista di fi lm horror. Andrea, lasciato dalla moglie il giorno della nascita della loro bambina, tanto appassionato di sovrannaturale da possedere tutti gli strumenti per la rilevazione di entità spiritiche. Sarà l’incontro tra questi due personaggi che farà nascere l’idea di diventare cacciatori di fantasmi. E ancora, Emma, la sorella di Andrea, traumatizzata da certi avvenimenti accaduti loro da bambini durante una vacanza, sembra avere particolari poteri da medium. Alicia, una ragazza peruviana, laureata in psichiatria, pertanto refrattaria alle idee dei suoi “nuovi” amici. Su tutti si ergono tre inquietanti presenze: Erwin Kanvans, stimato psichiatra, autore di libri didattici che, improvvisamente, mette in discussione i fondamenti della psichiatria. Il S.Cataldo, un ex manicomio abbandonato da oltre trent’anni dopo una notte di terrore. Per fi nire, Fatima Gutiérrez, una levatrice chiamata, per ragioni misteriose, la Santa mammana. Gli improvvisati “cacciatori di fantasmi” si troveranno a lottare per le loro stesse vite, trovandosi, ben presto, faccia a faccia coi loro peggiori incubi.

Titolo: Profumo di Zagara

Autore: Sara Purpura
Data di uscita: 5 maggio 2014
Pagine: 230
Prezzo: 3,90 €

Sinossi:
Lontana dalla terra che tanto ama ma che l’ha ripudiata, Sofia si sente spoglia della sua identità. Torna in Sicilia dopo quattro lunghi anni, trascorsi in una lenta agonia, che l’ha lasciata arida e incredula di fronte ai sentimenti. Il suo passato la lega a paure inestricabili e, rivivere quell’abuso che l’ha così profondamente cambiata, la mette alla prova un’altra volta. Quello che sente dentro di sé, tuttavia, è un grande coraggio di riaffrontare la sua vita, là dove l’ha lasciata. «È come mettere il rewind» si dice con noncuranza, sull’aereo che la riporta a casa. «O, nel peggiore dei casi, ripartire da lì.» Dai posti che le sono tanto familiari. Dai suoi genitori, che l’hanno mandata via. Da suo fratello, piccolo allora, ma divenuto uomo in fretta, che serra ancora i pugni per l’ingiustizia subita. Dai suoi amici, che l’hanno dimenticata in fretta e da lui, Marco. L’amore segreto di una vita, che c’è stato pur non capendolo ancora, nel peggiore momento della sua esistenza. L’amore può e loro ne saranno la conferma. Insieme, ripercorreranno ogni tappa difficile, spazzando via i ricordi. Con l’orgoglio di una donna ferita nel profondo, Sofia aggredirà l’omertà e i pregiudizi che l’hanno legata con le loro catene. In una Palermo che l’accoglierà come la figlia che ha perduto, tutto scorre. Giorni lenti, baciati dall’aria della sua terra, che si rincorrono affannati, in attesa di pace. Ma il destino beffardo, non ha ancora finito di giocare le sue carte e rischierà di allontanarla per sempre, dall’unico uomo che abbia saputo scuotere e ribaltare i suoi fragili equilibri. Questa è la storia di un amore celato, svelato e poi vissuto. Di una passione fiorita dal nulla, di un sentimento che urla, implorando di essere ascoltato. Io sono Sofia e questa è la mia storia.

Titolo: Aereoporti

Autore: Elena Chiara Mitrani
Editore: Nativi Digitali
Data di uscita: 16 aprile 2014
Pagine: 160
Prezzo: 3,49 €

Sinossi:
Martino, Irene, Davide, Ginevra e Valerio formano una di quelle compagnie di amici inseparabili, il cui legame sembra destinato a durare per sempre. Eppure, un giorno Martino decide di partire per l’Erasmus. E tutto quello che teneva insieme il gruppo finisce lentamente 
ma inesorabilmente per spezzarsi.
Dopo l’università, i vecchi amici si ritrovano a fare lavori diversi da quelli che speravano, incrociano le proprie storie con quelle di nuove persone, ma continuano a provare nostalgia verso un passato che non potrà mai tornare. Il destino sembra però progressivamente ricreare una serie di collegamenti tra loro; e se i ragazzi si incontrassero di nuovo?
Aeroporti ci racconta i sogni e le aspirazioni di un gruppo di ventenni e i compromessi che devono accettare, ci descrive come le persone crescendo cambiano, perdono di vista quello che un tempo era per loro più prezioso ma non dimenticano mai davvero i loro compagni di strada.

Titolo: Una commedia italiana
Autore: Piersandro Pallavicini
Editore: Feltrinelli
Data di uscita: 16 aprile 2014
Pagine: 320
Prezzo: 17,00 €

Sinossi:

Carla Pampaloni Scotti ha cinquant’anni, una netta somiglianza con Ave Ninchi, è professoressa di Chimica alla Statale di Milano, è sposata con un fisico geniale, ha un figlio quindicenne purissimo nerd. La sua collega e amica della vita è Paola Ottolina: bassa, grassa, occhialuta, irrimediabilmente brutta e sola, con le sue fattezze da can-bulldog. O almeno così – e si parla del can-bulldog – sostiene il vecchio Alfredo Pampaloni, padre di Carla, ex industriale. Un ottuagenario che guida la sua Jaguar come Manuel Fangio, che prepara i Martini migliori del mondo, che indossa sempre giacca blu, pantaloni bianchi e mocassini senza calze, come un playboy anni sessanta. Come Gunter Sachs, il playboy par excellence degli anni sessanta. Anni in cui, d’estate, Alfredo spariva da Milano in Spider e andava chissà dove. Mentre Carla, con sua madre e suo fratello Edo, e insieme a loro anche l’Ottolina, rimanevano a Solària, il pae-se più alto del Trentino e d’Italia, in cima a una valle verde di pini e col cielo di un azzurro assoluto. 
Agosto 2012: Alfredo Pampaloni convoca tutti a Solària. Nella futuribile villa di famiglia arriva Carla con suo figlio e l’Ottolina, e da Londra arriva Edo, con i suoi gemelli biondi e una moglie maleducata. E allora subito: il vecchio Pampaloni porta i figli da un notaio per cedere loro la casa di Solària e quella di Milano; Edo chiede conto dei milioni di euro da ereditare che sembrano svaniti; la villa e i suoi occupanti sono vittime di aggressioni incomprensibili – un’accetta conficcata nella centralina elettrica, scritte ingiuriose sui muri, palle di fuoco che scendono dal crinale. Ed è da qui che parte un intrigo che mescola il misterioso passato del capofamiglia con un presente minaccioso, affrontato con l’aiuto del vice ispettore Erica Daldosso – rughe e capelli d’argento. Il passato si sgroviglia. Ed è quasi tutto da ridere.

Titolo: Gioco pericoloso
Autore: Gabriella Genisi
Editore: Sonzogno
Data di uscita: 16 aprile 2014
Pagine: 192
Prezzo: 12,00 

Sinossi:
Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al san Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.

Autore: Nòvita Amadei
Editore: Neri Pozza
Collana: I Narratori delle Tavole
Data di uscita: Maggio 2014
Pagine: 192
Prezzo: 16,00 

Sinossi:
Adèle passeggia per le strade del suo quartiere a Parigi, e sembra fragilissima nel suo cappotto sbilenco di lana beige. Ha ottant’anni, e la città si schiude davanti ai suoi occhi come un paesaggio lontano ed estraneo: gallerie d’arte al posto di calzolai, corniciai e bot teghe passate per secoli di padre in figlio; corridoi di supermercati anziché la lun ga e rassicurante fila di negozietti di un tempo.
Sébastien, suo figlio, vive a Londra, dove continua a trascurarla e a non condividere con lei pensieri e affetti. Il giorno in cui, dopo il secondo ictus, suo marito se n’è andato, Adèle ha pianto, ma soltanto perché si è sentita colpevolmente sollevata. Era diventato irriconoscibile, come «una statua con gli occhi strabuzzati», ha osato confessare a Martha, la giovane donna che vive con la figlia di tre anni nell’appartamento affianco al suo. Fino a qualche tempo fa Martha era sposata e, da agente immobiliare, aveva la testa piena di nozioni di estimo, norme di diritto, leggi fiscali, regolamenti edilizi. Poi divorzio e disoccupazione hanno vinto per lei ogni altra combinazione di problemi.
Ora, dopo aver accompagnato la piccola Eline a scuola, fa colazione da sola con le calze ai piedi e le briciole dei biscotti della figlia sul tavolo. Un modo come un altro per ritardare l’inizio della giornata. A volte se ne va al parco e a zonzo per il quartiere con Eline recitando filastrocche, cantando e rientrando col pane dell’ultima sfornata. A volte sale al piano di sopra dove rigoverna l’appartamento di Jacob Lundman, un uomo con una voce profonda e morbida e gli occhi così neri che la pupilla si confonde con l’iride. Adèle piace così tanto a Eline che la piccola non capisce perché non vivano insieme dato che abi tano sullo stesso pianerottolo, porta a porta, e dato che Adèle è sola e anche loro lo sono. Eline le lascia ogni tanto dei disegni sullo zerbino e Adèle risponde con cara melle, biglietti di ringraziamento o filastrocche che la bambina recita con la madre prima di dormire, come una preghiera. Adèle, Martha, Eline: tre donne sole e inquiete, alla ricerca di un posto del mondo dove stare e ritrovarsi o, come dice la più piccola delle tre, di una strada che le riporti a casa. La solitudine sembrerebbe irrimediabile, se l’amore, «il dolore più gran de e la più grande consolazione» secondo le parole di Adèle, non facesse nuovamente irruzione nella loro vita a indicare che è nel cuore che c’è una strada per Parigi.

Titolo: La casa della gioia
Autore: Edith Wharton
Editore: Neri Pozza
Collana: Le Grandi Scrittrici
Data di uscita: Maggio 2014
Pagine: 420
Prezzo: 12,90 €

Sinossi:
Nella New York dei primi anni del secolo scorso, Lily Bart vive tra i sontuosi ricevimenti dell’alta società, i viaggi all’estero e i soggiorni nelle residenze degli amici. Le sue uniche doti sono la bellezza e l’intelligenza, che usa per muoversi in un ambiente ipocrita di cui vuole ostinatamente far parte e nel quale spera di trovare marito.Un sentimento forte e contrastato la lega a Lawrence Selden, giovane avvocato che vive del suo lavoro: Lily sa bene che non rinuncerebbe mai agli agi tra cui è cresciuta e che è stata educata a desiderare, tuttavia non riesce a staccarsi da lui. Inorridita dalla prospettiva della povertà, tenta di conquistare il rampollo di una celebre dinastia, ospite come lei di amici comuni, ed è allora che la parabola disegnata dalla sua vita tocca il culmine per poi iniziare un’inesorabile discesa. Incapace di vivere della rendita mensile che le passa la zia, la giovane donna si indebita al tavolo da gioco e chiede in prestito una consistente somma di denaro. La sua bellezza diventa arma di ricatto per gli uomini e motivo di cieca gelosia per le donne. Nel momento più tragico della sua vita, tuttavia, Lily acquista di colpo lo spessore di una figura eroica: la rettitudine e l’integrità morale, un tempo apparentemente insospettabili, le impediscono di vendersi al miglior offerente. Con una scrittura moderna e implacabile nell’indagare l’anima e la psiche dei suoi personaggi, Edith Wharton costruisce un romanzo dall’architettura narrativa perfetta, ritraendo impietosamente l’alta società newyorchese dei primi del Novecento, in un contesto di splendori e miserie umane attuale anche a distanza di un secolo, e dando vita a una delle figure femminili più luminose della letteratura.

Titolo: Domani sorgerà il sole
Autore: Ishmael Beah
Editore: Neri Pozza
Collana: Le Tavole d’Oro
Data di uscita: Maggio 2014
Pagine: 272
Prezzo: 16,50 €

Sinossi:
Sette anni dopo la loro fuga dalla guerra civile che ha insanguinato la Sierra Leone, Mama Kadie e Pa Moiwa decidono di tornare a Imperi, la città in cui sono nati e cresciuti. Del paese che ricordano, tuttavia, ora non esiste più niente: le strade sono scomparse, Le case ridotte a macerie, le scuole chiuse. Passeggiando per la città Mama Kadie e Pa Moiwa rivivono il lontano e tragico venerdì in cui fuggirono: il frastuono delle granate  dell’esercito, le grida dei miliziani, l’odore dei corpi bruciati nelle esplosioni. E, soprattutto, i corpi senza vita dei loro tre figli. A Imperi è tornato anche Bockarie, un giovane insegnante intenzionato ad avviare la ricostruzione della città. Anche se lui è un sognatore, poco a poco il suo progetto prende vita davvero: nascono nuove case, negozi e persino una scuola. E se Mama Kadie e Pa Moiwa sembrano riuscire a fare i conti con il loro passato e con il senso di colpa, Bockarie inizia ad assaporare una speranza di futuro, conoscendo prima Kula, la donna che diventerà sua moglie, e poi un uomo misterioso che gli confessa di essere suo padre. Finalmente la serenità inizia a disegnarsi sui volti dei cittadini di Imperi. Ma poi, all’improvviso, dal deserto arriva un gruppo di uomini senza scrupoli. Dapprima aumentano ai furti e gli omicidi nella zona; il cibo comincia a scarseggiare; e quando una multinazionale alla ricerca di un minerale pregiato devasta la zona, inquinando le falde acquifere e provocando la morte del migliore amico di Bockarie, il giovane insegnante non ha più la forza di reagire, e decide di gettare la spugna. Sembrerebbe la fine ma «forse è solo l’inizio di un’altra storia».

Titolo: Un albero pieno di orsi
Autore: Gerald Durrell
Editore: Neri Pozza
Data di uscita: Maggio 2014
Pagine: 208
Prezzo: 14,50 €

Sinossi:
Un albero pieno di orsi è il resoconto di un viaggio che il famoso autore e biologo naturalista compì con la moglie Jackie nel 1962,  attraversando Nuova Zelanda, Australia e Malesia con il proposito di realizzare un documentario per la BBC sulla fauna selvatica. Come tutti i lavori di Durrell, anche questo libro è una scintillante moneta a due facce. Da un lato, la poesia che l’autore usa come nessun altro nel descrivere gli animali, quasi fossero specchi in cui l’uomo può vedere se stesso (come quando li definisce «malinconici » o «ballerini professionisti») e il suo celebre senso dell’umorismo con cui informa il lettore dei contrattempi con i trasporti, degli acquazzoni improvvisi o di cameraman che soffrono il mal di mare. Dall’altro lato, però, c’è anche un proposito più rigoroso e più serio: scrivere un libro «ecologico» che metta al corrente i lettori delle numerose specie a rischio di estinzione. Unendo letteratura di viaggio e divulgazione scientifica, Gerald Durrell – famoso in tutto il mondo per La mia famiglia e altri animali – non si risparmia attacchi e critiche a quegli occidentali che si sono spinti nelle zone più selvagge del pianeta e che, invece di godere di uno spettacolo unico, hanno spazzato via la fauna locale con una caccia brutale e dissennata, oppure hanno introdotto nell’habitat locale specie che di lì a poco avrebbero sconvolto l’intero equilibrio ambientale. Il risultato è un libro che, pur a distanza di cinquant’anni, risuona vivo e toccante, divertente e genialmente poetico, e che continuerà a parlare a lungo al cuore di tutti. Almeno fino a quando esisterà, come dice Durrell, chi uccide rinoceronti con la convinzione che nel corno risiedano misteriose proprietà afrodisiache.

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