Recensione: La verità sul caso Harry Quebert

Buonasera a tutti! 
Questa è la prima recensione del blog quindi abbiate pietà di me!
Il libro che presento è un giallo che desideravo leggere da qualche tempo e finalmente ci sono riuscita. È il primo libro letto dopo un lungo periodo di esami in cui la lettura, purtroppo, è stata accantonata, e fortunatamente non mi ha deluso.

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Autore: Joel Dicker
Pagine: 784
Editore: Bompiani
Prezzo: 19,50 (Bompiani)

Sinossi:
Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. La verità sul caso Harry Quebert è il suo secondo romanzo. Il primo, Les derniers jours de nos pères, ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010. La verità sul caso Harry Quebert ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012, ed è in corso di traduzione in oltre 25 paesi.


Recensione
“Harry, se dovessi salvare solo una delle tue lezioni, quale sceglieresti?”
“Rigiro a te la domanda”.
“Io salverei L’importanza di saper cadere”.  
“Mi trovi pienamente d’accordo. La vita è una lunga caduta, Marcus. 
La cosa più importante è saper cadere”.

Una misteriosa sparizione, un amore nascosto e proibito, un libro.

La storia inizia, nel 1975, con la scomparsa di Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni molto amata nella sua piccola città. Un dolore immenso per il povero padre e una grande perdita per chi la conosceva.   
2008: Marcus Goldman diventa finalmente un famoso scrittore: ma a che prezzo?
Una storia forte, che tocca temi importanti. 
L’amore tra due persone che non hanno nulla in comune, due mondi completamente opposti, ma soprattutto una differenza che li costringe a vivere questo sentimento in totale segretezza; un amore illecito, negato, immorale eppure vero, semplice, ingenuo. 
La paura di non riuscire, di cadere e non rialzarsi. Proprio la paura che spinge Marcus Goldman a tornare dal suo maestro Harry Quebert per ritrovare la voglia di scrivere. Inquietudine che non risparmia nessuno, nemmeno il grande scrittore de “Le origini del male”, il libro che lo ha reso uno dei più importanti scrittori americani fino ad un tragico colpo di scena.

Un noir ben congegnato quello di Joel Dicker.
Nonostante alcune parti siano un po’ lente, è ricco di colpi di scena fino all’ultima pagina ed è riuscito a catturarmi, a far crescere in me il desiderio di capire, di sapere.
La prima domanda che mi sono posta è il motivo della scelta di far indagare Marcus, amico di Harry Quebert, scrittore. Viene a conoscenza dei fatti per puro caso e decide di salvare il suo amico e maestro, incriminato della scomparsa della piccola Nola. È una scelta discutibile sicuramente, che mi ha lasciata perplessa, ma che non ha influenzato troppo il mio giudizio.
La caratterizzazione dei personaggi è molto profonda. Ci dà modo di riflettere sulle scelte compiute da ognuno di loro, alcune magari poco condivisibili, ma che danno un quadro completo della vicenda.
Via via che si prosegue nella lettura vengono fuori tutti i tasselli che completano la personalità dei personaggi; in questo modo l’autore mi ha fatto, più volte, rivedere l’opinione iniziale creatasi su di loro, così come il mio personale tentativo di venire a capo delle indagini. Sono arrivata a provare compassione e simpatia per Luther, compassione, ma anche incredulità e perplessità nei riguardi di Nola, per le sue scelte, per i suoi comportamenti così come per Harry Quebert. Nola spesso risulta un personaggio un po’ forzato, a tratti anche inverosimile, antipatico. La madre di Marcus a tratti risulta divertente a tratti poco consona alla vicenda. Ognuno di loro mi ha in qualche modo sorpreso e questo è un punto a favore per il libro e per lo stile dell’autore.
Il romanzo ha sicuramente una struttura particolare; innanzitutto la numerazione dei capitoli inizia dal 31esimo, inoltre alterna capitoli ambientati all’epoca dei fatti, 1975, e capitoli ambientati nell’anno in cui il caso viene riaperto, nel 2008. Elemento strutturale particolare e, per me, piacevole, è sicuramente la presenza, all’inizio di ogni capitolo, dei consigli dati da Harry Quebert a Marcus Goldman su come diventare uno scrittore.
Sicuramente un limite, ma magari anche un pregio, del libro riguarda il linguaggio: è piuttosto semplice sia a livello di sintassi che di lessico, io sinceramente mi sarei aspettata un’attenzione in più. Altra pecca è quella di aver concentrato negli ultimi capitoli una serie di colpi di scena fino alla risoluzione della vicenda, pur avendo molte pagine a disposizione.
Non sono molto amante dei gialli ma, nonostante alcuni limiti, è una lettura affatto noiosa anche se più lenta in alcuni punti, e ha sicuramente catturato la mia attenzione. Leggera e scorrevole nonostante le 800 pagine.
Opera prima, spero proprio di poter leggere presto altre opere di questo autore!

Voto: ★★★
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